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Il portiere rossonero ha parlato anche dei tanti addii illustri che ci sono stati a Milanello nel corso dell'estate: "Ci sono rimasto male per Gattuso, non me lo sarei aspettato".

Domani è il gran giorno del derby di Milano, che chiuderà la 7ª giornata del campionato di Serie A. Il portiere del Milan, Christian Abbiati, prima della sfida con l'Inter, ha parlato in esclusiva, ai microfoni della ‘Gazzetta dello Sport’, del momento attuale della squadra di Allegri dopo la vittoria in Champions contro lo Zenit, ottenuta anche grazie alle sue parate.

“E’ stato allucinante in estate veder andar via di botto tanti amici, – ha ammesso il portiere – comunque era nell’aria quasi per tutti. Ci sono rimasto molto male per Gattuso, non me lo sarei aspettato. Più degli addii di Ibra e Thiago ha pesato quello dei senatori”.

Poi una frecciata ad Ibrahimovic. “Zlatan dice che il PSG è più forte del Milan? Assolutamente no. – ha ribattuto l’estremo difensore rossonero – Siamo più forti noi e non lo dico per ripicca. Dovessimo incrociarli in Champions non credo che partiremmo battuti. Anzi...”.

Per Abbiati l’esperienza della difesa a tre, sperimentata a San Pietroburgo, potrebbe essere riproposta. “Alla difesa a tre mi lega un ottimo ricordo – ha spiegato – lo Scudetto vinto con Zaccheroni in panchina. Non ho particolari preclusioni sul modulo. Se fino a questo momento la difesa non è stata impeccabile è perché tutta la squadra è mancata nel lavoro di gruppo. Non si può dare la colpa a un solo reparto, è troppo comodo”.

Il portiere si dice sicuro che il Milan tornerà anche in campionato nelle posizioni di classifica che gli competono. “Abbiamo svoltato tre partite fa, con il Cagliari, – ha affermato – e dopo le ultime prestazioni, in una scala da 1 a 10, direi che siamo a 6. Al giro di boa. Ci riprenderemo, vedrete, dobbiamo arrivare assolutamente nei primi posti. In Europa invece navighiamo a vista. Il primo obiettivo è passare il girone”.

Fiducia rinnovata, dunque, anche in Allegri. “Allenare il Milan non è facile – ha sottolineato Abbiati – ma Allegri ha una buona gestione del gruppo. E poi ha un'età che gli permette di trovarsi in sintonia coi giocatori. Direi che il suo rapporto con noi si avvicina molto a quello che avevamo con Ancelotti: in campo comanda lui, fuori si dialoga e si scherza. A mio parere può aprire un ciclo medio-lungo”.

L’Inter, dunque, è avvisata. “Domani voglio vedere San Siro pieno di gente e di passione – si è augurato Abbiati – Ora come ora ci sono solo problemi di terreno. I rimbalzi sono irregolari e c'è la sabbiolina: per me ogni tuffo è una bruciatura. Per il resto è uno stadio severo, capace di esaltarti così come trascinarti giù”.

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