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L'attaccante ricorda il suo rapporto con Moratti: "Avere la sua stima mi ha aiutato ma non ho mai approfittato della cosa. Non ho mai fatto il lecchino".

Ha militato per ben 11 anni nel campionato italiano e, durante la sua esperienza in Serie A, è stato croce e delizia per gli allenatori che ha avuto. Alvaro Recoba è uno di quei giocatori dotati di grandissimo talento, peccato per i tifosi dell'Inter che non abbia fatto della continuità la sua arma migliore.

L'attaccante uruguaiano, intervistato ai microfoni di Sky, ha ricordato la sua avventura in nerazzurro: "Ricordo il debutto con il Brescia, tutti erano venuti a vedere Ronaldo, uno dei giocatori più forti con i quali abbia mai giocato. C'era la convinzione che avremmo vinto facilmente ed invece stavamo facendo enorme fatica. Simoni, a 25' dal termine, mi disse di entrare e alla seconda palla toccata feci goal, poi segnai anche su punizione. Molti tifosi ancora oggi mi dicono "Con il Brescia io c'ero"".

Recoba era uno dei giocatori preferiti di Massimo Moratti: "Avere la sua stima mi ha aiutato ma non ho mai approfittato della cosa. Non ho mai fatto il lecchino, quando parlavo bene di lui è perchè me lo sentivo. Mi facevano piacere le sue belle parole nei miei confronti".

Il Chino ha anche parlato del famoso scudetto del 2006: "Ho sempre rispettato la Juventus e, quando si diceva che vincessero grazie agli aiuti, io ho sempre pensato che erano talmente forti da vincere anche senza queste cose. Io penso che lo scudetto del 2006 l'abbia vinto la Juve perchè era una squadra formata da grandi calciatori, ho sempre pensato che i giocatori dell'Inter non sentissero loro quel titolo".

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