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Pescara-Lazio è una partita sentita dalle tifoserie, rivali dal 1977. Il numero uno biancazzurro rassicura: "Non ci saranno scontri, solo canti e cori".

In questa settima giornata di campionato il Pescara ospiterà la Lazio. Reduce dal blitz esterno contro il Cagliari, la squadra del presidente Sebastiani, attende fra le mura amiche la squadra di Petkovic per giocargli un tiro mancino. Le due tifoserie vivono una rivalità storica e a riguardo Sebastiani ha lasciato delle dichiarazioni ai microfoni di 'RadioIncontro'.

"È una rivalità nata nel 1977, - ha spiegato - ma ci siamo incontrati talmente poche volte che ormai è più una rivalità virtuale che reale. Comunque per evitare tensioni tra i tifosi presenti allo stadio insieme alla questura di Pescara abbiamo riservato una curva ai tifosi ospiti che saranno presenti, anche perché, se vogliamo degli stadi pieni in Italia, bisogna fare in modo che il clima che si respira intorno al calcio cambi cosicché le famiglie ritornino a riempire gli impianti".

"Bisogna prendere esempio dall'estero
- ha aggiunto - dove paesi con situazioni peggiori della nostra hanno saputo reagire e rendere più sicuro per tutti andare allo stadio".

Il presidente poi fa il punto su chi sarà sugli spalti a cantare i cori per la propria squadra, sottolineando che il calcio deve restare tale, un gioco e non un appuntamento per macchiarsi la fedina penale. Spera che i tifosi della Lazio siano tanti, perchè non succederà assolutamente nulla.

"Mi auguro che chi venga abbia la consapevolezza che le azioni che compirà avranno delle ripercussioni sul rapporto con la società, la squadra e che non vale la pena di sporcarsi la fedina penale per una bravata fuori dai cancelli. Non bisogna però demonizzare il tifoso, senza il suo canto durante i 90 minuti di gioco il calcio sarebbe un'altra cosa; mi auguro quindi, che i tifosi della Lazio partecipino alla trasferta perchè secondo me non succederà nulla".

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