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Ederson trequartista brasiliano arrivato dal Lione ha conquistato i tifosi grazie alla sua esultanza particolare: "Da ragazzo mimavo il gesto dell'aquila dopo ogni goal..."

Un goal nel giorno del debutto. Da titolare. Ederson, centrocampista della Lazio, ha deciso di presentarsi cosi ai suoi tifosi. Una rete che poi gli mancava dal 4 dicembre 2011, dai tempi del Lione: un’infinità per un trequartista con l’istinto del bomber.

Domenica al suo primo sigillo in campionato ha poi scelto anche un’esultanza particolare, mimando il gesto dell’aquila. Da ragazzino faceva cosi dopo ogni goal, ha spiegato nell’immediato dopo gara: “Da piccolo lo facevo perché in campo mi sentivo libero come un’aquila”. Come dire, laziale al cento per cento.

Ederson, passaporto italiano (ha sposato Patrizia Pighini, suo ex manager) è un predestinato. Arrivato dal Lione, è stato sempre un vecchio pallino della dirigenza biancoceleste, sulle sue tracce già dal 2007, da quando giocava nel Nizza.  Adesso è uno dei nuovi protagonisti della Lazio targata Petkovic e non vuole più fermarsi.

Per il futuro sceglie, però, il profilo basso e con umiltà ammette: “Tutti quanti dobbiamo migliorare. Io lavoro per dare il massimo, l’affiatamento con i compagni verrà col tempo così come il ritmo di gioco. Devo crescere sotto questi punti di vista, ho bisogno di pazienza e calma per aiutare la squadra nel miglior modo possibile”.

 

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