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A Roma la situazione per il momento non è delle migliori dopo gli ultimi risultati. Per questo motivo potrebbero esserci delle modifiche a livello dirigenziale.

E' passato un anno, ma la situazione in casa Roma non è cambiata. Con Luis Enrique si parlava del disastro in Europa League e del debutto amaro a Cagliari, oggi, con Zeman, cambiano le squadre ma non la sostanza. Il cambiamento, il nuovo corso, la nuova era non è mai iniziata.

Sono le divergenze a comandare in società. Le stesse che si sono viste pochi minuti dopo il fischio finale della debacle allo Juventus Stadium. La bomba la sgancia il dg giallorosso Franco Baldini: "La Roma non è abituata alla vittoria e nemmeno le manca, probabilmente". Zeman non ci sta, e prova a tenere alto l'orgoglio: "Non sono d’accordo, anche qui si vuole vincere, possiamo competere per lo scudetto".

Nel dibattito, riportato da 'Tuttosport', si inserisce anche Daniele De Rossi: "Si fa male alla piazza se si pensa allo scudetto. Dire che la squadra è costruita per vincere il campionato è sbagliato". Infine arriva anche il ds Sabatini, che da buon uomo mercato ammette: "Alcuni calciatori sono sopravvalutati". Lo stesso pensiero che aveva espresso dopo il disastro di Lecce qualche mese fa. Insomma, come detto, nulla è cambiato.

Tuttavia la Roma non ha alcuna intenzione di far mancare la fiducia a Zeman. "Non lo difenderemo perchè non serve", ha confermato lo stesso Sabatini. I malumori, però, cominciano a radicarsi direttamente nello spogliatoio: c'è chi si lamenta di allenamenti eccessivamente faticosi, chi vorrebbe una diversa fisionomia tattica o un altro ruolo in campo, ed anche chi con il boemo non ha proprio dialogo.

Dalla panchina alla scrivania la musica non cambia. L'amministratore delegato Fenucci, infatti, si sente messo da parte a favore dell'omologo americano Pannes. La sua figura doveva essere una di quelle centrali, un punto di riferimento dell'ormai famoso progetto. Proprio per questo l'ad giallorosso avrebbe già fatto le valigie destinazione Milano.

'Il Corriere dello Sport' parla addirittura di un possibile accordo di massima tra lui ed il Milan. Intanto nell'organigramma societario la sua carica è praticamente scomparsa. L'ex dirigente del Lecce figura infatti nel quadro, presente sul sito ufficiale, soltanto come delegato per la costruzione del nuovo stadio.  Troppo poco. La strada per Milanello è già stata intrapresa.

Tuttavia Fenucci non è l'unico a guardare altrove. Anche Baldini, infatti, potrebbe salutare presto la capitale. Su di lui, come riportato in esclusiva da Goal.com, c'è il Tottenham del suo pupillo Villas Boas, l'allenatore che tanto avrebbe voluto portare a Roma. Anche in questo caso la sua figura è stata oscurata dalle sempre più importanti responsabilità affidate a Pannes. Come Fenucci, Baldini è la fotografia di un progetto mai portato a conclusione. Probabilmente nemmeno iniziato. Domani è prevista una sua conferenza nel primo pomeriggio.

Ma non è finita qui. Ai due addii se ne potrebbe aggiungere un terzo. Quello di Walter Sabatini. Il direttore sportivo gialorosso è in scadenza a giugno 2013. Ed anche se non ci sono voci sul suo conto, non sarebbe certo una sorpresa così grande se decidesse di lasciare anche lui la capitale. Per il momento, del resto, i presupposti non mancano.

Domani sera, intanto, arriva Pallotta. Il patron americano assisterà alla partita di domenica con l'Atalanta e poi prenderà parte al Cda dove dovrà ascoltare, parlare, ma anche decidere e fare luce per l'ennesima volta su un futuro ad oggi più che buio.

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