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Il Matador ha parlato del grande inizio degli azzurri e delle aspettative stagionali: "E' stata la finale di Supercoppa a farmelo capire: questo può essere il nostro anno".

Quella parola è sempre tabù a  Napoli. Non si dice. Tuttavia Edinson Cavani, in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport', non è riuscito a nascondere le proprie aspettative, che vanno di pari passo con i sogni di tutti i tifosi partenopei, pronti a rivivere le emozioni dei tempi di Maradona.

Cavani lo sente, lo ha quasi visto in quella serata estiva a Pechino: "Vi sembrerà strano, ma la finale di Supercoppa italiana  mi ha dato la definitiva certezza che questo sarebbe stato il nostro anno. - dichiara il Matador - . E l'inizio non è niente male, vi pare?".

Già. Un grande inizio che vede il Napoli a bracetto con i grandi rivali della Juventus: "Quella di Conte è una squadra solida - continua l'uruguyano -, ma le differenze che ho visto nell'unica partita giocata contro (a Pechino, ndr) sono state determinate dalle due espulsioni. Quella sconfitta mi ha fatto arrabbiare molto".

Azzurri e bianconeri appaiono già lontani dalle altre squadre, ma Cavani frena: "E' presto, la strada è ancora lunga. Ci sono squadre importanti che verranno fuori. Inter e Milan, per esempio, hanno riaperto un ciclo e il bello del calcio italiano è proprio questo, che magari vinci due partite di seguito, come è capitato all'Inter, e sei nuovamente in corsa".

De Laurentis è stato il primo a volerlo ed il primo a convincerlo a rinnovare, con quel famoso viaggio a Cardiff: "Due giorni prima di quell'incontro, mia moglie, Soledad, subì una rapina a Napoli, eravamo sconvolti e lontani. Io anche nervoso, perché ero impossibilitato a fare qualcosa. De Laurentiis capì la situazione e volle raggiungermi per farmi sentire l'affetto suo e della società".

Un vero e proprio...atto d'amore: "Ha fatto uno sforzo importante, comunque, ma credo che lo abbia fatto con piacere. Se ho alzato la voce in quel periodo, è perché sentivo di meritare qualcosa in più. E, assecondando le mie richieste, il presidente mi ha fatto capire quanto ci tiene a me".

Non solo il presidente. Soprattutto i tifosi vedono in Cavani l'uomo dei nuovi trionfi, il calciatore più vicino al grande Diego: "Le nuove generazioni non hanno vissuto l'era di Diego e Careca ed è bello che io possa far rivivere loro quelle emozioni. Spesso, quando vado in giro, le persone mi fermano, mi dicono grazie, perché sto facendo rivedere loro una pellicola del passato che proietta le immagini degli scudetti. E queste cose mi danno una carica eccezionale".

Mazzari, invece, è l'uomo della consacrazione: "Lui è quello che ha più meriti, in me ha sempre avuto fiducia. È stato il mio trampolino di lancio. Mi ha convinto con una telefonata che mi fece durante il Mondiale in Sudafrica. Allora, capii quanto fosse forte il suo interesse nei miei confronti. Oggi, i risultati stanno confermando che la mia scelta di venire a Napoli è stata quella più giusta".

L'obiettivo del Matador è diventare un mostro del calcio. Come quei due: Messi e Ronaldo: "Io mi alleno tutti giorni con la stessa intensità per arrivare al loro livello, sono due grandi campioni. Comunque, spero di raggiungere il top con il Napoli, perché il mio unico obiettivo è vincere sempre".

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