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La squadra giallorossa vista contro la Juventus ha palesato dei limiti sia dal punto di vista tattico che anche di mentalità. La situazione è tutt'altro che positiva.


LA PARTITA | JUVENTUS-ROMA 4-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
17
13
55%
5
4
8

ROMA
7
3
45%
2
4
3

Il periodo più buio della Roma dell’ultimo ventennio sono sicuramente questi ultimi due-tre anni. Dall’epoca delle finali di Coppa Italia con l’Inter e le sfide infinite in campionato che vedevano spesso arrivare seconda la squadra giallorossa, seppure in epoche di vacche magre dal punto di vista economico, si è arrivati oggi ad una squadra senza anima e senza gloria che ha solo due superstiti in rosa rispetto al recente passato ma che è riuscita nell’impresa di rinnovarsi senza migliorarsi.

La Roma di Torino, completamente fuori da ogni parvenza di squadra decente di A, è stata molto simile a quella vista lo scorso anno nello stesso stadio. Sia in Coppa Italia che nel 4-0 di campionato. Quella volta l’aggravante fu il rosso al portiere che chiuse definitivamente dopo mezz’ora il discorso, ma la sostanza è la stessa se non peggio visto che stavolta i tre goal sono arrivati in 19 minuti. Quasi un record. Ma c’è poco da affidarsi a numeri, statistiche, punti e classifica. Qui c’è ricominciare da zero perché ulteriori figuracce non sono ammesse, le umiliazioni da parte di tutte le tifoserie soprattutto quelle storiche, a tal punto che ormai ci si abitua anche a leggere su testate nazionali titoli come “Divertiamoci” senza battere ciglio. Ma questo sarebbe meno una “novità” rispetto al resto.

Perché se attraversando le annate e diversi allenatori le situazioni più scabrose si ripetono senza cambiare mai, allora c’è bisogno di guardare più in alto e a fattori diversi che la semplice tattica errata o i diecimila fuorigioco sbagliati dalla difesa. Non è più pensabile di affrontare alla giornata questi problemi, non è più questione se De Rossi deve giocare interno o regista o se è peggio Piris o Taddei: qui manca la dignità necessaria per scendere i campo e giocare a pallone, è inaccettabile che, a prescindere di ogni dettame tattico sul quale ci si può trovare d’accordo o meno, giocatori esperti e navigati come quelli scesi in campo con la Juventus non sappiano nemmeno correre, organizzarsi l’un con l’altro per evitare goleada e derisione del pubblico rivale, che ha sbeffeggiato una squadra composta di “macerie” di giocatori che messi assieme non sembravano nemmeno una scolaresca.

D’accordo che atavicamente è l’ambiente a creare problemi e a condizionare psicologicamente il comportamento della squadra, ma l’orgoglio personale ed un minimo di senso della decenza dovrebbero consigliare a chi scende in campo di rifiutarsi di soccombere a quella maniera. Tutti sanno che con la Juve non si vince, accade da più di quaranta partite: il problema è che si è raccolto 2 punti sui 9 disponibili in casa con Catania, Bologna e Samp e che la squadra non risponde minimamente alle sollecitazioni esterne né interne.

L’autocritica mostrata da gente come De Rossi e Sabatini è sbagliata per modi e contenuti: capitan Futuro dice che non è rimasto per fare figuracce, ma di sicuro nemmeno i tifosi e comunque in campo ci scende anche lui: vorremmo vedere quella vena sul collo gonfiarsi di rabbia al primo tiro concesso ad una qualsiasi punta avversaria, strillare i compagni e anche allenarsi a lanciare meglio i compagni visto che la percentuale di errori è alta. Il direttore sportivo, invece, potrebbe evitare di dire sempre che i giocatori sono stati sopravvalutati perché se è così la colpa è solo sua, l’errore è anche grave perché a questo livello si può sbagliare un acquisto ogni tanto, non più della metà in due anni con investimenti da 70 milioni.

Se c’è un qualsiasi equivoco, che venga risolto: se c’è un benché minimo malumore, che venga fuori: chi non vuole partecipare al gioco impostato del mister, si faccia da parte e lo evidenzi subito. Non abbiamo più bisogno di mezzi giocatori, non abbiamo bisogno di scuse e di ulteriori ritardi: è già troppo tardi, la pazienza è già al termine e da molto, si chiede soltanto un po’ di normalità e evitare di passare per la cenerentola della Serie A con la quale tutti si possono divertire.

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