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Il derby rappresenta il primo, vero esame della stagione, che può cominciare a fornire indicazioni sulle aspettative e sul valore della squadra.

Buona la sesta. L'Inter riesce a sfatare il tabù San Siro in quella che forse era la gara più complicata sulla carta tra le sei finora disputate fra le mura amiche. Infatti la Fiorentina ha dimostrato ancora una volta di meritarsi l'etichetta di rivelazione del campionato, ma i nerazzurri hanno risposto presenti alla chiamata con la miglior prova della stagione.


La coppia Cassano-Milito rappresenta il punto di forza
I tre punti più pesanti nella partita più difficile: le premesse con le quali l'Inter si apprestava a scendere in campo contro i viola non erano le migliori, sia per la maledizione 'da casa' e le conseguenti pressioni per un risultato positivo, sia per il momento di forma dell'avversario, unica squadra in Serie A a non aver perso contro la capolista Juventus.

Il peso della gara però non ha tolto coraggio a Stramaccioni, che ha proposto uno sperimentale 3-4-2-1 con Coutinho, sostituto dell'infortunato Sneijder, alle spalle dell'infallibile coppia Milito-Cassano, il vero punto di forza dell'Inter attuale.

Questa volta la persistenza del tecnico romano ha ripagato: in settimana, nel match vinto 2-0 ai danni del Chievo,  la squadra aveva comunque lasciato molto a desiderare, facendo intendere che quel 3-5-2 non era proprio lo schieramento adatto ad esaltare il gioco collettivo e manovrato dei nerazzurri. Ma nonostante l'esperimento andato così così, Strama ha preferito cercare nuove soluzioni ai problemi della squadra invece di andare sul sicuro rispolverando vecchi automatismi, ed il suo rischio si è dimostrato azzeccato, regalandosi agli occhi la prestazione più bella ed intensa di tutta l'Inter di questo avvio di stagione.

LA PARTITA | INTER-FIORENTINA 2-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

INTER
11
7
48%
7
4
4

FIORENTINA
8
5
52%
10
4
0

Per l'Inter il modulo di ieri sera è stato un vero e proprio toccasana. Strama ha fatto bene a riconfermare la stessa difesa a tre uscita a reti inviolate dal Bentegodi mercoledì scorso, ed ha fatto ancora meglio a modificare l'assetto a centrocampo, che finalmente è riuscito ad interagire in entrambe le fasi con gli altri reparti. Cambiasso e Gargano sono stati eccellenti in mediana, con il primo in particolare bravissimo in molti inserimenti e giocate che accompagnavano l'azione della squadra, come accaduto nel secondo goal, dove un suo movimento ad attaccare lo spazio ha liberato Cassano sulla sinistra, lasciandolo a tu per tu con Viviano.

Anche le corsie laterali, fino a ieri una delle note più dolenti nelle prestazioni alterne della squadra, hanno mostrato segni di incoraggiante progresso con il nuovo schieramento. Zanetti può giocare praticamente ovunque, ma le sue straordinarie doti vengono esaltate sulla fascia, e col Chievo, contro cui aveva giocato da mezz'ala, la sua mancanza lì si era sentita; Nagatomo invece ha proseguito sulla scia di un buonissimo inizio di stagione, facendosi trovare spesso pronto in avanti, attento in difesa e a disposizione dei compagni per dialogare.

Il reparto offensivo merita ancora una volta applausi scroscianti. Cassano e Milito stanno trovando un'intesa pressoché perfetta e le combinazioni tra due calciatori di questo livello sono un ovviamente vantaggio enorme. FantAntonio ha avuto il suo miglior avvio di stagione della carriera, con 4 reti in 6 gare, mentre Milito si è sbloccato a San Siro, portando a tre il suo bottino in Serie A, ma se non fosse stato per un Viviano stratosferico e per la traversa sarebbe certamente riuscito a raccogliere anche qualcosa di più.

La gara d'alto livello di ieri sera non deve però esaltare troppo l'ambiente, perché non si smette mai di
migliorare e l'Inter non è nella situazione di adagiarsi sugli allori. I motivi per cui la squadra deve approfittare del momento positivo incrementando concentrazione e rendimento sono molteplici: il bisogno di vincere giovedì in Europa League contro il Neftchi dopo il pari nel primo match con il Rubin, il derby di domenica che incombe, la distanza di quattro punti dalle capoliste Napoli e Juventus. Inoltre non bisogna dimenticarsi che con questa vittoria l'Inter ha inanellato la miglior serie positiva del suo campionato, che è di due vittorie consecutive, evidentemente troppo poco per poter pensare troppo in grande.

Per questo il derby rappresenta il primo, vero esame della stagione, che può cominciare a fornire indicazioni sulle aspettative e sul valore della squadra. Prima c'è la gara col Neftchi Baku, ma vista l'ampia disponibilità nella rosa, che permette un turn-over con valide alternative a Strama, e la caratura dell'avversario, gli azeri non dovrebbero rappresentare un grosso ostacolo alla settimana che culmina nello scontro con i rivali rossoneri. Nemmeno il Milan sarà al massimo, visto il momento nerissimo: ma la maturità dell'Inter si vedrà anche da questo, perché si riuscirà a capire se la squadra sarà capace di trarre profitto dalle circostanze favorevoli. Per tutto l'ambiente nerazzurro, quella che si profila sarà una lunga ed entusiasmante settimana, all'insegna del duro lavoro e del famoso, efficace motto 'testa bassa e pedalare'. Perché l'Inter dovrà continuare a fare proprio così.

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