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I bianconeri, dopo le polemiche settimanali a distanza avute con Zeman, in campo hanno dato una risposta straordinaria dominando i giallorossi.

L’avevamo detto ieri, la partita contro la Roma sarebbe stata anche la partita delle risposte. Sul campo, ovvio. Che di chiacchiere ne abbiamo un po’ le tasche piene. Risposte che, considerati e soppesati i vari fattori, sono arrivate ben chiare ed evidenti. I 90 minuti visti ieri ci hanno raccontato di una Juventus viva come non mai e pienamente calata nel ruolo di schiacciasassi. La squadra vista contro la Fiorentina è stata figlia di un contesto particolare, che ha visto una Juventus molle a fronte di un avversario velenosissimo.

Ieri, di contro, allo Juventus Stadium, c’è stata un’inversione di ruoli, con conseguente cambiamento del risultato: i bianconeri sono stati quelli dei giorni migliori, come spesso accaduto in questo inizio di stagione, mentre i giallorossi hanno registrato un’abulia, un’indolenza, un’incapacità di reagire che hanno messo al tappeto anche i più ottimisti del caso. Qualora dovessimo dare un titolo alla partita, nessun dubbio: manifesta superiorità.

La Juventus ha dominato in ogni reparto. Le rare volte che gli avanti giallorossi si sono presentati nei pressi dell’area di rigore avversariaa  turno, i vari Barzagli, Bonucci e Chiellini hanno letteralmente divorato i diretti avversari. L’attacco ha messo costantemente a repentaglio le coronarie di Zeman e compagnia varia. Ma è soprattutto a centrocampo che la Juventus ha stravinto la partita. Marchisio e Vidal sono stati i soliti, indomabili, leoni. E se il cileno ha avuto modo di timbrare il cartellino su rigore, al ‘Principino’ è mancata solo la rete: la quantità di gioco macinata, però, è stata davvero impressionante. Marchisio, durante il match di ieri sera, pareva dotato del dono dell’ubiquità. Trovarlo da un lato all’altro del campo era un attimo, ma questo non dovrebbe meravigliare più di tanto, visto che parliamo di un calciatore straordinario.
LA PARTITA | JUVENTUS-ROMA 4-1

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

CARTELLINI

FUORIGIOCO

JUVENTUS
17
13
55%
5
4
8

ROMA
7
3
45%
2
4
3


Ed a proposito di calciatori fuori dal comune, cosa dire di Pirlo? Nei giorni scorsi qualcuno, usando magari dei giri di parole per indorare la pillola, aveva dato del vecchietto al regista bianconero. Mai considerazione fu più incauta. All’ex rossonero è bastato riposare una partita per tornare il solito leader silenzioso, capace di guidare alla vittoria i compagni a suon di classe e saggezza: il goal non è stato che la ciliegina sulla torta.
L’attacco, pur cambiando gli interpreti per l’ennesima volta, ha evidenziato una qualità ed una quantità da prima della classe, quale effettivamente la Juventus sta dimostrando di essere. Vucinic ha risposto presente alla chiamata, correndo per tutti i 90 minuti e rincorrendo avversari e palla fino alla difesa. Gli è mancata solo la gioia personale. Gioia personale che ha invece arricchito la prestazione di Matri, brillante come poche altre volte lo abbiamo visto da quando è arrivato alla Juve. Il goal, come da lui stesso dichiarato, ha rimosso un blocco psicologico che durava da sette mesi: l’importanza di recuperare quello che, per caratteristiche, è il miglior uomo goal della rosa verrà realizzata con l’avanzare delle partite.

Tuttavia, quella che forse è stata la nota più positiva, peraltro anche poco considerata, consiste nel fatto che Conte ha sacrificato i due esterni titolari, Lichtsteiner ed Asamoah - uno dei quali (il ghanese) già elemento cardine della squadra - senza però veder cambiati rendimento e risultato. Caceres, pur limitandosi al compitino, ha svolto bene il suo dovere, mentre in continua crescita ha dimostrato di essere De Ceglie. Il mancino valdostano, di questo passo, potrà ambire ad entrare in pianta stabile nella nazionalee di Prandelli.

Per riepilogare, ci si è chiesti se la Juventus fosse scoppiata al primo tour de force di partite, si è ipotizzato che Pirlo accusasse l’incedere dell’età più del dovuto, qualcuno ha guardato al turnover come arma a doppio taglio ed impossibile da attuare vista la -presunta - mediocrità delle alternative: il match con la Roma ha smentito, una per una, ognuna di queste nefaste considerazioni.

Qualcuno potrebbe avere la tentazione di sminuire il lavoro messo in mostra da Pirlo e compagni, per via della scarsa prestazione della Roma. Per carità, i giallorossi hanno reso ben al di sotto della sufficienza, ma se una squadra da alcuni addirittura considerata la vera “anti Juve” e comunque messasi in mostra per doti atletiche non indifferenti, ha fallito in pieno l’esame della maturità, è probabile che gran parte del merito vada ascritto allo strapotere fisico e tecnico esibito dagli uomini di Conte. La Juventus c’è ancora, chi aveva creduto al contrario si è scontrato con una realtà che più evidente, proprio, non si poteva.

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