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L'uomo mercato che ha costruito la spettacolare squadra di Montella fa luce sulla situazione contrattuale del tecnico: "Macchè blindarlo, ha un contratto di due anni..."

Come rivoltare l'intera rosa come un calzino (quasi 20 elementi nuovi!) e proporre da subito uno dei migliori spettacoli calcistici della Serie A con conseguenti risultati da altra classifica: questo potrebbe essere l'ideale titolo dell'impresa realizzata a tempo di record dalla premiata ditta Pradè-Macia & Montella al timone dirigenziale e tecnico della Fiorentina.

I tempi bui - pure così recenti - sembrano così distanti e gli orizzonti così luminosi, che ora in casa viola non si ha paura di volare alti, anzi altissimi... Ecco la confessione sul tema di Daniele Pradè, intervistato dal 'Corriere dello Sport: "Se ci sarò per il terzo scudetto viola? Sì, sono un sognatore. Lavoro per provare a realizzare i sogni... Qui ho trovato una organizzazione societaria straordinaria, capace di reggere il confronto con le grandi d'Europa".

Il Ds gigliato parla ovviamente anche di mercato, partendo dalle premesse: "Dicono che io sono stato il re? Se gli altri riconoscono questo merito alla Fiorentina, io non mi oppongo... Il ruolo di Eduardo Macia? Lavoriamo insieme. C'è una condivisione e sinergia totale tra la figura del direttore sportivo e quella del direttore tecnico".

"Montella è sempre stato la mia prima scelta - spiega poi Pradè - lo ritengo il miglior giovane allenatore. Blindarlo? E perché? Ha un contratto di due anni con opzione sul terzo a favore della Fiorentina. Jovetic? Siamo sereni, anche perché percorriamo entrambi la stessa strada, quella per una grande Fiorentina. Il suo contratto verrà prolungato e adeguato? No, va bene così. Clausola di rescissione a salire, a seconda di quando arriverà una eventuale proposta? Quella è una soluzione che piace molto alla nostra proprietà...".

Tra una battuta su Pepito Rossi che "è forte ma ha due discriminanti, guadagna tanto e lo vogliono tutti" ed un'altra su Verratti che è il suo "colpo mancato", Pradè chiude l'intervista lanciando uno slogan tutto personale: "Orgoglio, gioia e disciplina. Vorrei che questo diventasse il motto di tutta la Fiorentina".

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