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Il difensore bianconero è pronto a sfidare stasera la Fiorentina di Jovetic: "Un valore aggiunto dovunque, ma non parliamo di mercato". L'anti-Juve, dice, sarà il Napoli...

Giorgio Chiellini è pronto a trascinare la Juventus nella bolgia di Firenze. Il difensore - 251 partite in maglia bianconera - è ormai un punto di riferimento, ma non si sente ancora una bandiera: "Ci vuole molto di più per diventarlo". Il segreto di questa Juve che non perde mai, spiega, è "il lavoro quotidiano. Ci sentiamo più forti dell’anno scorso, ma non dobbiamo mollare un attimo".

Altrimenti, non avendo le stesse individualità del biennio capelliano, per dirne una, c'è il rischio di prenderle: "Quella era una squadra di fuoriclasse - dice 'Chiello' al 'Messaggero' - Noi invece siamo migliorati in poco tempo. Vogliamo aprire un ciclo come ha fatto l’Inter dopo Calciopoli".

La squadra, assicura, è tutta schierata dalla parte di mister Conte: "Non deve pagare solo per il nome. Quanto ci manca in panchina? Tanto, pensavo meno. Con le parole trasmette grinta e poi sa risolvere situazioni delicate durante la partita. Vincere senza di lui sarebbe qualcosa di incredibile".

A Firenze, però, la sua presenza in tribuna rischia di essere 'scomoda': "I Della Valle, a parte il caso Berbatov, si sono sempre comportati da signori con la Juventus. Non vedo perché non dovrebbe esserci". Di fronte, stasera, ci sarà lo spauracchio Jovetic, più volte accostato ai colori bianconeri: "Sarebbe un valore aggiunto in ogni squadra d’Europa. Parlare di mercato adesso non è giusto, mi auguro che le nostre punte facciano talmente bene da chiudere ogni discorso".

Dopo la Viola, verrà il turno della Roma del 'nemico' per eccellenza del mondo Juve, vale a dire Zdenek Zeman: "Se gli stringerò la mano? Perché non dovrei farlo?", risponde disarmante Chiellini, che commenta così la famosa stilettata rifilata da John Elkann ("Ha vinto più Carrera in una partita che Zeman in una carriera intera") al boemo: "Ho sorriso. Era una battuta. Noi giocatori siamo spettatori. A noi interessa il campo. Come Zeman fa giocare la squadra, le verticalizzazioni, i tagli. Penso che, per affermarsi ad alti livelli, la Roma sia l’ultima chance per lui".

Dietro la Juve, a suo avviso, ci sono, nell'ordine, "il Napoli, senza la Champions e con Mazzarri. Poi Inter, Milan e Roma. I problemi delle milanesi? Quando si cambia tanto qualche problema può esserci. Sono andati via diversi campioni, le difficoltà bisogna metterle in preventivo".

Non manca un pensiero per Alex Del Piero, volato in Australia dopo ben 19 stagioni vissute a Torino: "Il suo addio? Prima o poi doveva succedere. La sua presenza manca nel gruppo. Sono contento che abbia deciso di vivere un’esperienza così affascinante in Australia. La sua casa sono Torino e la Juventus. In che modo, come e quando non lo so, ma tornerà, ne sono sicuro".

La gara di Londra ha lasciato in eredità una consapevolezza: che questa Juve può far bene anche in Champions. Guai, però, a parlare di vittoria finale: "Meglio non dire nulla - conclude Chiellini - C’è tanto da correre e sudare prima di pensarci".

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