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Il club rossonero, protagonista di un avvio-choc in campionato, è in guerra con il mondo arbitrale. Oggi alle 17 arriverà la sentenza sul ricorso contro la squalifica del tecnico.

Tre sconfitte nelle prime quattro giornate di campionato: non accadeva dall'ottobre del 1940. Forse per distogliere l'attenzione dall'avvio-choc, il Milan ha deciso di dichiarare guerra agli arbitri. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la squalifica (per un turno) di Massimiliano Allegri, decisa ieri pomeriggio dal giudice sportivo.

Il tecnico rossonero, stando al comunicato in materia, avrebbe proferito a fine gara "espressioni ingiuriose" all'indirizzo dell'arbitro Celi. "Sono sorpreso, ho contestato alcune sue decisioni, ma senza mai pronunciare parolacce o insulti", è stata l'autodifesa allegriana.

Il Milan ha reagito prontamente, presentando un ricorso d'urgenza, che verrà discusso oggi pomeriggio: intorno alle 17 dovrebbe arrivare la sentenza. Oggi, intanto, toccherà al vice Mauro Tassotti tenere la conferenza-stampa della vigilia. Le probabilità di un accoglimento del ricorso non sembrano essere altissime, visto che gli unici elementi in esame saranno il referto arbitrale e la ricostruzione dello stesso Allegri.

La tesi della società è che la squadra sia stata tartassata in queste prime giornate, in cui ha raccolto ben 14 ammonizioni. Nel mirino, in particolare, l'arbitro Tagliavento, quello del 'goal fantasma' non concesso a Muntari. Quest'anno il fischietto ternano ha diretto i rossoneri a Bologna, dove ha sì concesso un rigore inesistente a Pazzini, ma ha anche ammonito 5 calciatori del Milan (su un totale di 19 falli commessi), laddove i 16 falli dei felsinei hanno prodotto un solo cartellino giallo.

Sotto gli occhi di Tagliavento, giudice d'area a Udine, si è svolta, inoltre, l'azione del rigore concesso ai friulani. Secondo il Milan era giusto concedere il vantaggio sull'intervento di Zapata su Ranegie, convalidando il successivo goal di Di Natale, invece di ammonire per la seconda volta (e dunque espellere) il colombiano.

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