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L'attaccante argentino, fermato per due turni dal giudice sportivo dopo le intemperanze nel post Samp-Torino, ammette le sue colpe e spiega: "Ero nervoso, chiedo scusa".

Il coraggio di chiedere scusa. In un mondo del calcio sempre più arrogante e presuntuoso un bell'esempio di sportività arriva da Maxi Lopez, attaccante argentino della Sampdoria che, in seguito alla squalifica di due giornate inflittagli dal giudice sportivo, non invoca alcuna grazia ma anzi ammette le proprie colpe e chiede scusa.

Lopez, accusato di aver rivolto espressioni ingiuriose nei confronti del direttore di gara al termine del match che i blucerchiati hanno pareggiato contro il Torino, non ha dunque accampato scuse, accettando la decisione del giudice sportivo.

"Abbiamo giocato una partita molto tirata e combattuta, in cui avevo dato tutto e subìto parecchio. A fine gara, al rientro negli spogliatoi, ero nervoso e ho sbagliato, ma non era assolutamente mia intenzione dare sfogo a gesti inadeguati".- ha spiegato l'attaccante argentino tramite il sito ufficiale della Sampdoria.

Infine Lopez ha voluto anche chiedere scusa a tutto l'ambiente blucerchiato, ben sapendo che la propria assenza in campo si farà sentire nei meccanismi di gioco del tecnico Ferrara: "Mi sento di chiedere scusa alla società, ai miei compagni e ai nostri tifosi per il mio comportamento".

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