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L'inedita coppia lanciata da Guidolin ha trascinato i bianconeri alla prima vittoria stagionale. Contro il Milan trovata una nuova identità da confermare mercoledì a Torino.

C'erano una volta un napoletano e uno svedese. Sembrerebbe l'inizio di una barzelletta, invece è soltanto l'inedito duo d'attacco che Guidolin ha deciso di mandare in campo contro il Milan. Antonio Di Natale e Mathias Ranegie: due giocatori totalmente diversi, con storie totalmente diverse, ma con il goal come massimo comune divisore.

Che sia di testa su errore delle difesa o su calcio di rigore non importa. Entrambi hanno permesso all'Udinese di togliersi la prima tanto attesa (e meritata) soddisfazione stagionale. E che soddifazione. Perchè il Milan sarà in crisi di identità, di mezza età e con un allenatore sulla graticola. Ma è pur sempre il Milan. Guidolin ha ricevuto il giusto tornaconto dopo un mese di veleni. L'antidoto sta tuttò lì, in quella nuova e strana coppia del goal.

COSA VA - La squadra è rimasta compatta. Non ha avuto più paura di prendersi un risultato importante. Il goal uscito dal cilindro da El Shaarawy avrebbe spezzato le gambe all'Udinese visto contro Fiorentina, Braga, Juventus e Siena. Ma contro i rossoneri qualcosa è cambiato. Una ventata d'aria fresca ha portato con sè i tre punti.

Guidolin ha scoperto i punti dove colpire ed affondare la squadra di Allegri. Sfruttando il gioco sugli esterni e piazzando un trequartista - interpretato alla grande dal tutto fare Pereyra - che ha mandato in tilt le linee di difesa e centrocampo avversarie. Una settimana fa l'avevamo detto: l'Udinese è vivo. Adesso si è alzato e ha cominciato a camminare.

COSA NON VA - Troppo timidi i primi minuti. Il Milan è arrivato al Friuli consapevole di dover fara partita, rischiando di passare in vantaggio in almeno due occasioni. Contrapporre al tridente di Allegri la solita difesa a tre si è rivelata una decisione rischiosa. Fortunatamente, però, Guidolin ha avuto il tempo di ritrattare e capire che senza Basta è molto meglio difendere a quattro.

TOP&FLOP - Il migliore è proprio lui, Mathias Ranegie, lo svedesone di 28 anni che viene da Malmo. La stessa scuola calcio dove ha mosso i primi passi un certo Zlatan Ibrahimovic. Ed è singolare che il primo goal in Serie A lo abbia fatto proprio al Milan. Di lui sono piaciuti molto i movimenti in coppia con Di Natale ed il peso che ha dato all'attacco. Insomma anche l'Udinese, nel suo piccolo, ha il suo Ibra.

Nota di merito anche per la prestazione di Allan. Il dinamico centrocampista brasiliano si è rivelato un moto perpetuo tra difesa ed attacco. Ringhia sugli avversari e fa ripartire subito la manovra. L'impressione è che se c'è qualcuno che può prendere il posto di Asamoah - o almeno provarci- quello è lui. Flop, evidentemente, non ce ne sono stati. Anche se per Pasquale non è stato certo facile non far rimpiangere Basta.

CONSIGLI PER IL MISTER - Il 4-3-1-2 è un ipotesi da prendere seriamente in considerazione. E non soltanto come un puro e semplice modulo d'alternativa. E' vero che il marchio di fabbrica dell'Udinese sono gli esterni alti, ma è anche verò che un trequartista atipico alla Pereyra può dare molta più imprevedibilità alla manovra offensiva.

Per combinare al meglio le due cose sarebbe perfetto un 3-4-1-2. Con i tornanti ed il trequartista che in fase difensiva si abbassano sulle linee di difesa e centrocampo formando un più quadrato e collaudato 3-5-2. Potremo così gustarci un Udinese camaleontica, pronta a cambiare in base a quello che la partita richiede. Una squadra mimetica in attacco e rapida ad uscire la lingua per bloccare le offensive avversarie.

FUTURO - Sulle ali dell'entusiamo per la prima vittoria si vola a Torino, dove ad accogliere la truppa di Guidolin ci saranno i granata di Ventura. Squadra tosta, difficile da affrontare tra le mura di casa dello Stadio Olimpico. Sarà il primo turno infrasettimanale della stagione, ma anche l'immediata occasione per capire se l'Udinese ha ritrovato pienamente la propria identità.

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