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E' arrivata la decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel, che ha assegnato la vittoria per 0-3 a tavolino ai giallorossi per la partita non giocata sul campo del Cagliari.

Era l'ipotesi più vociferata delle ultime ore, adesso è ufficiale: la Roma vince 0-3 a tavolino contro il Cagliari nel quarto turno di campionato. Accolto dunque il ricorso presentato dalla società giallorossa, dopo l'annullamento del match che si sarebbe dovuto disputare ieri.

Il rinvio della partita, che si sarebbe dovuta giocare ieri alle ore 15, è stato deciso nella serata di sabato, in seguito all'invito del presidente Massimo Cellino, pubblicizzato nel sito ufficiale del club, rivolto ai tifosi nell'andare ugualmente allo stadio di 'Is Arenas', nonostante quest'ultimo fosse stato dichiarato non idoneo ad accogliere un match a porte aperte.

Da qui il ricorso della Roma, che è stato basato sull'articolo 17 della Federcalcio: "La società ritenuta responsabile di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0-3".

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha preso la sua decisione senza ulteriori penalizzazioni per la squadra rossoblù, come riporta il comunicato ufficiale: "Il Giudice Sportivo, letto il provvedimento datato 22 settembre 2012 del Prefetto di Cagliari (notificato alle Società interessate ed all’Arbitro designato, che ne ha allegato copia al referto trasmesso a questo Ufficio) che ha disposto “per l’urgente e grave necessità di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza pubblica” il differimento ad altra data della gara Cagliari – Roma del 23 settembre 2012; rilevato che la medesima Autorità amministrativa aveva precedentemente decretato, con provvedimento datato 15 settembre 2012, che tale gara dovesse essere disputata “in assenza di pubblico” a causa dell’accertata inagibilità dello stadio Is Arenas di Quartu S.Elena, con conseguenziale divieto della Soc. Cagliari della vendita dei relativi biglietti di ingresso allo stadio e l’obbligo di annullare quelli venduti; considerato che nel provvedimento prefettizio si ravvisa nel comunicato, pubblicato in pari data sul sito ufficiale della Soc. Cagliari, con il quale il Presidente della Società invitava e chiedeva “a tutti i suoi tifosi, titolari di biglietto e di abbonamento, di recarsi allo stadio per assistere alla partita nel rispetto dell’ordine e della civiltà….”, il rischio concreto e attuale che tale riprovevole sollecitazione potesse tradursi “in iniziative ed atti rivolti a disattendere la prescrizione dello svolgimento della partita a porte chiuse”, ingenerando nella tifoseria “reazioni emotive inconsulte ed irrazionali”; ritenuto che la provocatoria iniziativa assunta dalla Soc. Cagliari costituisce una palese violazione di cui all’art. 12, n. 2 CGS, che impone alle Società la rigorosa osservanza delle disposizioni emanate dalle pubbliche autorità in materia di pubblica sicurezza, e considerato che tale violazione ha costituito la causa diretta ed esclusiva dell’impedimento alla regolare effettuazione della gara; preso atto che la Soc. Roma ha preannunciato un reclamo ex art. 29, n. 4 CGS; visti gli art. 29, n. 3 e 17, n. 1 C.G.S., delibera di sanzionare la Soc. Cagliari con la perdita della gara con il punteggio di 0-3 (zero a tre), disponendo altresì la trasmissione di copia degli atti al Procuratore federale per quanto di competenza in merito alla condotta del Presidente della Società stessa".

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