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L'elefante resiste agli assalti del Napoli, portando a casa un punto prezioso. Mercoledi turno infrasettimanale, si replica al Massimino, arriva l'Atalanta di mister Colantuono.

Il cuore oltre l'ostacolo, il coltello tra i denti, si barcolla ma non si molla. Espressioni di coraggio, decisamente forti, proprio come il carattere del Catania, un carattere che ha permesso ai rossazzurri di tenere testa alla corazzata partenopea, per una partita condotta interamente in inferiorità numerica.

COSA VA -
Una consapevolezza dei propri mezzi non indifferente, il Catania al Massimino si sente protetto, gioca con orgoglio, classe e determinazione, pienamente e anche un po' inconsciamente noncurante dell'avversario.

Una grinta d'altri tempi, che riecheggia e sembra ricordare quelle partite degli anni '60, dove si poteva ammirare una squadra corta, racchiusa in pochissimi metri di campo con due ali pronte al sacrificio continuo e ad innescare l'unica punta, per l'occasione in versione “pallina da flipper”. Gli applausi del pubblico di casa a fine partita testimoniano quanto espresso in precedenza.       

COSA NON VA - A conti fatti, senza il cartellino rosso della discordia, il Catania avrebbe potuto portare a casa una vittoria di prestigio e di spessore. Inutile comunque ribadire come con i se e con i ma non si vada da nessuna parte, per cui va dato atto che l'errore di Alvarez ha notevolmente influito, in maniera negativa, sull'esito finale dell'incontro.

Errori da non ripetere, perché anche se fosse vero che la sofferenza fortifica, è altrettanto vero che giocare in inferiorità numerica 90 minuti riduce le forze pscofisiche all'osso, portando ad una possibilità di ripresa piuttosto lunga ed estenuante e il campionato di certo non aspetta.

TOP & FLOP - Prestazione collettiva che va oltre la sufficienza, con un reparto, quello di difesa encomiabile per sacrificio e capacità. Il top va ricercato proprio qui, e stavolta conduce ad un binomio, quello centrale, con l'accoppiata da “libro cuore” Legrottaglie-Spolli, insuperabili anche per l'artiglieria pesante composta da Cavani, Vargas, Pandev, Insigne ed Hamsik.

Bene anche Marchese e Bellusci, cosi come Bergessio e Gomez (due leoni in pasto ai bracconieri). Da rivedere la prestazione di Andjuar, che ha alternato ottimi interventi a “saponate” estremamente pericolose. In difficoltà ma con grinta e caparbietà le prestazioni di Lodi e Almiron. Male Biagianti, ancora fuori condizione e costretto alla panchina nella ripresa.

CONSIGLI PER IL MISTER - Prova d'esame superata per mister Maran. La lettura della partita è stata sostanzialmente perfetta, cosi come i cambi a partita in corso, opportuni e determinanti. Basti pensare a quelli relativi a Barrientos e Biagianti. La strada intrapresa è quella giusta, il carattere dimostrato dagli etnei è indubbiamente tanta farina del sacco posseduto dal tecnico di Rovereto.  

IL FUTURO - Niente tempo per riposare, già mercoledi si replica, ancora al Massimino, avversario l'Atalanta dell'ex Colantuono. Una squadra difficile da affrontare quella bergamasca, reduce dalla vittoria in extremis contro i cugini rosanero.

Probabile un mini turn-over in casa etnea, dove mancherà Alvarez per squalifica, sostituito ancora una volta da Bellusci. Qualche chance concreta per Sciacca e Rolin, potrebbero rifiatare Almiron e Legrottaglie. In dubbio anche Bergessio, Doukara e Morimoto chiamano la possibile staffetta.  

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