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Domani l'anticipo coi veronesi: "Da tempo non li battiamo - afferma il vice di Conte in conferenza stampa - non sarà facile. Bendtner è pronto, su Pirlo non ho ancora deciso".

La gara di domani sera potrà sembrare una formalità per qualcuno, ma le crude cifre dicono che la Juventus non batte il Chievo da cinque partite. Dall'esordio del campionato 2009-2010, precisamente: allenatore Ciro Ferrara, terminò 1-0 con goal di Trezeguet. Poi, quattro pari e una sconfitta. Per cui, nell'ambiente bianconero stanno tutti con le antenne dritte. Massimo Carrera in primis.

"E' vero, i veronesi sono la nostra bestia nera - afferma il vice di Conte nella conferenza stampa della vigilia, a Vinovo - è tantissimo tempo che non riusciamo ad avere la meglio su di loro. Dobbiamo essere concentrati, metterci quantità e non solo qualità, lottare come una provinciale, non pensare che sarà una passeggiata. Ma la gara di Londra, dove ho visto una Juve tenace e aggressiva, mi fa ben sperare in tal senso".  

Per quanto riguarda la formazione, il dubbio è se lasciare o meno a riposo Pirlo, apparso sottotono contro il Chelsea. "Non ho ancora deciso, ma sia Marrone che Pogba lo possono rimpiazzare senza problemi. Tranne Pepe che lavora ancora a parte, i giocatori sono tutti disponibili, e anche Bendtner è pronto. Chiunque giocherà, comunque, saprà incastrarsi bene nel modulo della squadra, che per il momento resta il 3-5-2: ci dà più garanzie".

Sarà fondamentale, a suo avviso, avere "l'approccio mentale giusto. E poi tutti vogliono batterci per avere un momento di gloria, visto da quanto dura la nostra imbattibilità". Carrera ha poi rivelato un particolare su Quagliarella, autore di una grande prova a Londra: "L'avevo chiamato perchè volevo abbracciarlo e complimentarmi con lui".

Dopo il Chievo c'è la sentitissima sfida con la Fiorentina, ma Carrera invita a pensare "alla partita di domani, che è molto difficile". Inevitabile, però, parlare del caso-Conte, costretto forse a vedere in albergo la partita coi viola: "Dovremmo prendere esempio dagli inglesi e dal loro rispetto per gli avversari. Se avessimo la loro cultura sportiva Antonio potrebbe andare in tribuna in tranquillità. E invece purtroppo non è così".

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