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Il tecnico del Bologna non fa drammi riguardo la triste vicenda dell'esonero con Zamparini, anzi... "Per me quella volta si è chiusa una porta e si è aperto un portone".

Stefano Pioli non fa drammi, anzi, tutt'altro. Quella 'tragica' esperienza con il Palermo è stata una fortuna per il tecnico nativo di Parma, che ha potuto così accettare l'offerta giunta dal Bologna.

Intervistato dal 'Corriere dello Sport', l'attuale tecnico felsineo ha parlato a 360° di quella esperienza: "Per me quella volta si è chiusa una porta e si è aperto un portone", anche se Zamparini non gli ha mai comunicato i motivi del suo allontanamento dalla società rosanero. "Questo record negativo me lo tengo stretto ben volentieri, visto come è andata a finire l'annata. Riconosco che il presidente si era innamorato, ma bisogna anche ammettere che sono arrivato a Palermo nel momento più sbagliato, perché quel ciclo era finito, ma poi non sono stati trovati i tempi giusti per cambiare i giocatori che non volevano più restare nel Palermo. Di sicuro è stato l'esonero meno doloroso della vita".

Poi uno sguardo al campionato e al prossimo impegno contro il Pescara: "Guai se ci facessimo distrarre dai suoi risultati, il Pescara è una squadra che gioca a calcio e Stroppa è un tecnico che ha idee precise e principi e che mette bene la squadra sul campo. Tra l'altro il Pescara davanti ha giocatori di qualità, che saltano bene l'uomo, come Vukusic e Quintero. Ho guardato con attenzione Pescara-Sampdoria di domenica e posso assicurarvi che il Pescara è stato intenso, aggressivo e che ha messo in grandi difficoltà la Sampdoria".

La stessa Sampdoria che può vantare nell'organico un giocatore come Pedro Obiang, talento che ha letteralmente fulminato il tecnico del Bologna: "Obiang è un giocatore che mi piace molto, sa regalare sia qualità che quantità, poi mi incuriosisce molto Insigne, che in effetti ha dei colpi notevoli".

Le compagini che hanno impressionato Pioli in queste prime giornate di campionato sono state Lazio, Fiorentina e Juventus: "La prima perché ha qualità e mi ha impressionato per la sua intercambiabilità di ruoli e giocatori soprattutto in mezzo al campo; i viola hanno costruito davvero un ottima squadra, mentre della Juve apprezzo molto la difesa a 3. Con quel sistema di gioco, se organizzato bene, puoi difendere mezzo mondo e trarre vantaggio dalle situazioni tattiche".

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