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La squadra di De Canio, nonostante la seconda sconfitta in campionato, ha comunque mostrato dei margini di miglioramento che fanno ben sperare per il futuro.

A detta di Massimo Carrera, l’ultima volta che aveva visto i suoi soffrire così tanto era stato a Napoli, nello scorso campionato. Non è difficile credergli visto che la Juventus – che non perde in campionato dal 15 maggio 2011 – a Genova ha rischiato di andare sotto per 2-0 in diverse occasioni tra primo e secondo tempo, prima che il gol “equilibratore” di Giaccherini cambiasse l’inerzia del match. Merito di un Genoa in grande spolvero, capace di tenere il campo meglio dei campioni d’Italia per oltre un’ora, grazie a un’eccellente organizzazione tattica e a una caparbietà da veri “grifoni”.

COSA VA – Contro la Juve si è visto un Genoa diverso sul piano tattico – complice anche l’assenza forzata di Vargas – disegnato sul 4-3-1-2 invece del solito 4-3-3. Impostazione che ha premiato il team di De Canio per oltre un’ora di gioco: Bertolacci, nella posizione di “falso” trequartista alle spalle dell’ottimo tandem Borriello-Immobile, ha dato un contributo fondamentale sia in fase difensiva, dove si è impegnato con profitto come marcatore di Pirlo, sia negli inserimenti offensivi. Un lavoro di “taglia e cuci” sostenuto dall’atteggiamento aggressivo degli esterni (buona prova del redivivo Antonelli sulla sinistra) e dal buon movimento negli spazi delle due punte, abili a far salire la squadra e a infilare la Juve nelle ripartenze.    

COSA NON VA – La condizione atletica non è ancora al top: niente di grave vista la fase iniziale della stagione, ma nella parte finale di una gara dispendiosa come quella di ieri, le carenze fisico-atletiche emergono tutte, concedendo un vantaggio non indifferente agli avversari di turno. La gestione delle sostituzioni, che dovrebbe servire a mettere una pezza sul problema, non è stata effettuata correttamente: i cambi tardivi dei terzini – in chiaro debito d’ossigeno dopo il 20’ della ripresa – hanno contribuito indubbiamente alla rimonta bianconera, che chiusa bene in mezzo ha trovato più spazio sulle corsie laterali, aumentando comunque la pressione sulla difesa rossoblu.  

TOP&FLOP – Oggi vogliamo premiare il duo Borriello-Immobile, che ha confermato le intuizioni di chi spingeva affinché fossero schierati contemporaneamente. I due “scugnizzi” dell’attacco rossoblu si integrano perfettamente:  potente e tecnico il primo, rapidissimo di “testa” e di gambe il secondo, hanno fatto ammattire Chiellini e soci come non capitava loro da tempo. Il  tabellino indica un gol per Immobile e tre grosse occasioni  per Borriello: se il buon giorno si vede dal mattino… Non ci hanno convinto, come abbiamo già detto in precedenza, tempi e modi delle sostituzioni di De Canio. Il mister lucano ha preparato la gara in maniera perfetta, ma ha tardato la sostituzione di un Sampirisi in evidente difficoltà, quando aveva l’esperto Ferronetti disponibile al cambio. Anche la sostituzione di Antonelli, stremato dopo aver disputato un grande incontro, è stata tardiva, avvenuta a gara ormai ampiamente compromessa. Non fortunata la sostituzione di Bovo per Granqvist che, con un “liscio”, ha favorito involontariamente Asamoah nell’occasione del 3-1. Ma questo, ovviamente, De Canio non poteva immaginarlo…

CONSIGLI PER IL MISTER – In attesa di recuperare Vargas, vanno confermati modulo e organico ammirati contro i campioni d’Italia. Il 4-3-1-2 proposto da De Canio è schieramento elastico, capace di offrire garanzie di copertura con Bertolacci – che si conferma elemento dotato di grande duttilità – o in alternativa maggiore  trazione anteriore con l’inserimento di uno tra Merkel e Jorquera. Borriello e Immobile si integrano già benissimo e non vanno “disturbati” con l’esclusione di uno o dell’altro per l’applicazione di un classico tridente d’attacco con un solo centravanti. Interessante la posizione di Jankovic mezzala destra con licenza d’attaccare.  

IL FUTURO – Reduce da due sconfitte consecutive, il Grifone può comunque consolarsi con la buona prestazione messa in mostra ieri e con i tanti segnali positivi che arrivano da diversi elementi della sua rosa. Domenica servirà un’altra grande prova contro la Lazio della “sorpresa” Petkovic, che ha inanellato tre successi di fila e guida la classifica. Non proprio un avversario morbido, ma in questa fase di crescita del collettivo genoano, quella dell’Olimpico si prospetta come una gara di grandissimo valore, possibile cartina al tornasole del lavoro svolto finora da De Canio.

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