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Sul filo del rasoio si vincono le partite. La Juve dopo la parata di Buffon su Bertolacci e il goal di Giaccherini batte il Genoa 3-1. Il Chelsea in Champions diventa meno temibile

Buffon-Bertolacci: il ricordo più immediato si ferma alla scorsa stagione, quando in quello Juve-Lecce i  bianconeri gettarono quasi al vento la possibilità di vincere lo scudetto. Ma a distanza di qualche mese Gigi Buffon è riuscito a negare, con  una parata eccezionale, il 2-0 del Genoa firmato Bertolacci.

 E lì è il nodo sui cui fa perno l’intera partita a detta di Claudio Marchisio: «li è girata la partita, l’anno scorso non avremmo sfruttato l’occasione, ma adesso siamo più cinici. E il cinismo è fondamentale in un periodo ricco di impegni nel quale bisogna risparmiare un po’ di energie».

 Il ‘principino’ parla di cinismo, ovvero di quella qualità che contagia i vincenti, quelli abituati a mettere in bacheca trofei: è l’indifferenza, il distacco da ciò che sta avvenendo, è ciò che ti porta a vincere anche se manca poco al fischio finale, perché il pallone è tondo e l’orologio non conta.

Dopo il miracolo di Buffon è arrivato il goal di Giaccherini da tempo ormai sulla rampa di lancio del calcio che conta: «dopo essere passato dalla serie C alla Nazionale, la Champions è un altro importante passo – ha detto Giaccherini. E non voglio fermarmi».

 Dopo il pareggio è arrivata la vittoria di carattere grazie alle scelte di mister Carrera che butta nella mischia l’uomo record di quest’inizio di stagione: Asamoah, che in poche partite ha messo a segno 2 goal, ha servito due assist e si è procurato un rigore, tanto da essere soprannominato il ‘nuovo Roberto Carlos’ dal compagno di squadra Isla. Con lui a cambiare la partita e a servire la causa bianconera è arrivato anche Vucinic e Lichsteiner, con Vidal restato a secco e scalpitante in panchina. Carrera ha spiegato che «sono state scelte tecniche, legate anche agli impegni in nazionale. E visto il risultato  abbiamo avuto ragione».

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