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C'è un Daspo relativo ai fatti di Genoa-Venezia del 2005. Quella che era una pena accessoria è diventata esecutiva.

E' una delle partite più importanti della terza giornata di Serie A, Enrico Preziosi non potrà però godersela da vivo. Il presidente del Genoa infatti, salterà il consueto appuntamento con Marassi e dovrà vedere da casa i suoi ragazzi sfidare i campioni d'Italia della Juve.

A bloccarlo non sono impegni di lavoro, bensì un Daspo relativo ai fatti di Genoa-Venezia del 2005. E' infatti diventata esecutiva la pena accessoria richiesta dalla procura generale di Genova e confermata dalla Corte d'Appello. In pratica, il patron rossoblù, non potrà assistere a gare agonistiche per ben sei mesi.

Una cosa che ovviamente non è stata ben digerita dallo stesso Preziosi che, attraverso i microfoni di Sky, ha così commentato la vicenda: "Io non posso entrare allo stadio e Conte si? Evidentemente io sono un personaggio più scomodo e lui non è pericoloso come me".

Preziosi ha anche lanciato un attacco alla procura generale: "Quello che stanno tenendo con me è un atteggiamento vessatorio, il tutto in una città che sta morendo. Il pm è un doriano acclamato, è assurdo che dopo otto anni mi arrivi una sanzione del genere. Ho pensato di andare allo stadio con parrucca e barba finta ma non lo farò, la cosa incredibile è che non posso andare a vedere nemmeno una partita di bocce. Provo grande amarezza ma rispetterò la legge, è triste esser considerati persone pericolose".

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