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Il tecnico del Torino alla vigilia della sfida contro i nerazzurri: "Ovvio che vincere sarebbe bello ma vogliamo che i nostri tifosi siano orgogliosi di questa squadra"

E' un Torino dalla mentalità 'spagnoleggiante' quello che Giampiero Ventura sta cercando di costruire. Il gioco prima del risultato, una filosofia non sempre facile da accettare. Il tecnico del Toro anche contro l'Inter chiede ai suoi soprattutto la prestazione: "Preferisco non vincere la partita creando 10 palle goal piuttosto che pareggiare o vincere subendo. Nel primo caso avrei e darei conferma che giocatori sono sulla strada giusta, che c'è ancora più voglia di proseguire. Non abbiamo l'ansia del risultato, anche perché noi non l'abbiamo mai cercato".

Concetto poi approfondito da Ventura: "Dover far bene non significa necessariamente vincere ma far sì che la gente esca dallo stadio orgogliosa della propria squadra. Ovvio che vincere sarebbe bello e sarebbe il massimo ma noi da 15 mesi non andiamo a caccia del risultato bensì della prova e e di una filosofia di gioco che poi il risultato lo porta".

Domani è atteso uno stadio gremitissimo: "Questo pienone è figlio di questi ultimi 15 mesi e sono felice che sia avvenuto. E' la giusta gratificazione per questi ragazzi e c'è la simbiosi che volevamo. Ora dobbiamo far sì che 26mila di domani si sentano orgogliosi di avere una squadra così e che i giocatori siano orgogliosi di avere una tifoseria così. E' l'inizio della semina, il raccolto verrà strada facendo".

L'avversario è di quelli che può far tremare i polsi: "Non so come giocherà l'Inter per cui non so ancora come potremo provare a far male. Però vedo i ragazzi motivati e carichi. Certo, per qualcuno sarà la prima volta che affronta una squadra così importante ma la verità è che noi non dobbiamo emozionarci. Noi dobbiamo emozionare".

Sarà anche la sfida tra Ventura, uno dei tecnici più esperti della Serie A, e Stramaccioni, il più giovane: "A Stramaccioni auguro una grande carriera. Lo considero anche fortunato perchè non è da tutti passare dalla Primavera alla prima squadra in un grande club. Tutti i giocatori parlano bene di lui, quindi significa che ha un buon rapporto. Ha una grande occasione e gli auguro di coglierla al volo".




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