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Per il portiere si parla di un interesse del Milan: "Non ne so nulla, ma mi farebbe piacere". Sulla Samp, avversario di domenica: "Per me è quasi un derby, al Genoa devo tutto".

E' quasi vertiginosa, l'ascesa di Mattia Perin. La Primavera del Genoa, poi la serie B a Padova, con posto da titolare soffiato a un big come Pelizzoli, infine la A a Pescara. La stagione non è iniziata bene, a dire il vero. Ma la considerazione del portiere di Latina non ne è stata scalfita, tanto che non sono pochi quelli che continuano a considerarlo il vero erede di Buffon.

"Ma io non ci casco - dice Perin in un'intervista esclusiva pubblicata dal 'Corriere dello Sport' - Quest'etichetta del predestinato è già stata affibbiata a troppi portieri. E poi della mia generazione siamo in tanti, tutti bravi: ci sono anche Leali, Colombo, Bardi, Seculin e non solo".

Comunque sia, se anche il Milan sta puntando il numero 1 del Pescara un motivo ci sarà. "Non so quanto sia vera questa voce, ma chiaramente mi farebbe piacere. Però non ho preferenze per le grandi squadre: io tifo solo per il Latina, da piccolo andavo allo stadio a vedere le partite con mio padre".

Domani c'è la Sampdoria: non l'avversario migliore per schiodarsi dallo 0 della classifica. "La Samp ha mantenuto l'intelaiatura della serie B - fa Perin - Ferrara lo conosco, mi ha già convocato nell'Under 21: bravo tecnico, lavora bene coi giovani". Per il portiere biancazzurro, di proprietà del Genoa, è quasi un derby: "Vero. In Primavera ne ho giocati tanti, sempre caldi e seguiti. Al Genoa devo tanto: se oggi sono qui lo devo al club rossoblu".

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