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L'argentino di origini italiane ("potrei vestire l'azzurro") traccia la meta della Viola e già guarda allo scontro con Madama. Fan di Batistuta, spera di emulare Passarella.

Facundo Roncaglia conosce il significato della parola 'versatilità'. Il suo ruolo preferito è sempre stato quello di centrale, poi al Boca Juniors l'hanno spostato terzino, dove si è adattato alla grande dopo qualche mugugno iniziale. E nelle giovanili giocava attaccante. Come Gabriel Omar Batistuta, uno che alla Fiorentina ha segnato un'epoca.

"Da piccolo sognavo di diventare come lui - dice il difensore argentino, arrivato a Firenze in estate, in un'intervista esclusiva concessa al 'Corriere dello Sport' - e invece ora gli attaccanti li fermo. Il fatto è che al Boca mancavano sempre i difensori, così mi hanno spostato dietro e da lì non mi sono più mosso".  

Firenze se ne intende di difensori argentini: da qui è transitato un certo 'Kaiser' Passarella. "Mi dicono che fisicamente gli somiglio pure" afferma Roncaglia, conscio, probabilmente, che i paragoni tra i due terminino qui. A partire dal piede preferito, sinistro contro destro, per continuare con una differente tecnica di base. "Ma non dite che non ho i piedi buoni. Aspettate a parlare". 

Domenica c'è il Catania ("conosco i loro argentini: Gomez, Bergessio, Barrientos"), ma Roncaglia guarda già al futuro. "Mi hanno già parlato della sfida con la Juve, è la partita dell'anno. Noi vogliamo arrivare in Europa, possibilmente in Champions League. Possiamo farcela: abbiamo Jovetic, straordinario, e poi un ottimo allenatore e una bella persona come Montella".

Infine, una curiosità: dovesse sfondare nel nostro campionato, Facundo Roncaglia potrebbe legittimamente sperare di ricevere una chiamata da... Cesare Prandelli. "Proprio così. I miei avi sono di Giugliano, vicino a Napoli. E se l'Argentina non mi prendesse in considerazione potrei vestire l'azzurro. In fondo, sono italiano".