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Un mercato in sordina e le partenze in salita del tecnico in campionato (in A gli è successo 4 volte) aumentano l'attesa. Con Guardiola e Gullit che si mettono in fila...

Quattro a San Siro (Atalanta, Anderlecht, Cagliari e il derby) e tre trasferte (Udinese, Parma, Zenit): sette partite in circa venti giorni suonano come un banco di prova per il Milan e Massimiliano Allegri. Il tecnico è chiamato a spazzar via i dubbi legati a una rosa indebolita da un mercato 'sottotono' e numeri che, se ci si limita ad analizzare gli avvii di stagione, non sono dalla parte del tecnico.

Nelle prime cinque giornate di campionato, il 'Corriere dello Sport' evidenzia come il ruolino del toscano nei suoi primi 4 anni di Serie A sia 'magro': nel 2008/2009 a Cagliari rimediò addirittura 5 ko di fila, in quella seguente un pari, tre sconfitte e una vittoria; al suo arrivo a Milanello, invece, Allegri collezionò 8 punti su 15 e nell'ultima stagione 5 in altrettante giornate.

Un successo domani sera con l'Atalanta farebbe calare i timori legati alla 'scomoda abitudine' dell'allenatore a partire col freno a mano tirato e chiuderebbe in un cassetto le voci sul rapporto non proprio idilliaco con Galliani dovuto a cessioni 'illustri' e disguidi di natura tecnica.

Fatto sta, che nel frattempo la lista dei pretendenti alla panchina rossonera ieri ha fatto registrare la candidatura di Pep Guardiola e Ruud Gullit. Prima 'Sport.es' ha rivelato la presunta strategia di Berlusconi in caso di 'benservito' a 'Max': affidare il Milan al duo Inzaghi-Tassotti e ingaggiare lo spagnolo la prossima estate.

L'olandese, invece, idolo mai dimenticato del "Meazza", in occasione dello 'Uefa Champions League Trophy Tour' presentato a Milano ha dichiarato: "Se il Milan chiama è un onore, come fai a dire no? Non si sa mai, ma credo che ora la squadra sia in buone mani...".

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