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Il legale ha commentato la decisione della procura di deferire il club ligure, 16 calciatori e il patron Enrico Preziosi: "Grossa responsabilità da parte dei giudici".

Va bene tifare e chiedere il massimo, ma l'episodio del 22 aprile scorso nons arebbe mai dovuto accadere. Si parla, nello specifico, di Genoa-Siena, con i rossoblù costretti a togliersi le maglie per consegnarle agli ultrà rabbiosi e imbestialiti per le opache prestazioni.

Ieri è arrivata la caterva di deferimenti per quella giornata di Serie A 2011/2012: Enrico Preziosi, il club e 16 giocatori deferiti. Le motivazioni della procura? "Aver ceduto così ad un'illegittima pretesa loro rivolta e di fatto legittimando un comportamento violento, intimidatorio ed aggressivo da parte dei medesimi sedicenti tifosi".

L'avvocato Mattia Grassani, legale del Genoa, ha detto la sua riguardo alla decisione: "Non ce l'aspettavamo, anche perchè la condotta tenuta dalla società in quel frangente è stata l'unica possibile. Il Genoa ha già pagato con le giornate di squalifica del campo, non si può neppure sanzionare due volte uno stesso fatto".

Ai microfoni di 'Primocanale' Grassani evidenzia come tale decisione sia "una grossa responsabilità per i giudici, ma siamo fiduciosi. Non penso ci possano essere, contrariamente a quanto detto da alcuni, sanzioni per la società e speriamo che non ci siano neppure per i giocatori".

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