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Niente fretta, per tornare a vincere l'Inter, secondo Figo, deve avere "pazienza. Io in panchina? Non me l'hanno mai chiesto"

L'ex fuoriclasse portoghese ha detto la sua sulle prospettive nerazzurre ed è tornato sui rumors che lo volevano in corsa per la panchina, prima dell'arrivo di Stramaccioni.

Appena due anni fa, l'Inter si laureava campione d'Italia e d'Europa, con l'aggiunta della sesta Coppa Italia: il famoso 'Triplete', in pratica. Per tornare a quei livelli, visto che nel frattempo l'organico è stato semi-rivoluzionato, occorrerà tempo: i tifosi non possono non saperlo.

E' questo il messaggio lanciato urbi et orbi dal portoghese Luis Figo, sorta di 'ministro degli Esteri' nerazzurro, a margine della prima tappa dello 'Uefa Champions League Trophy Tour', partito stamane da Milano. "Le generazioni non sono mai uguali, si è finito un ciclo vincente e si sta lavorando per tornare a essere quella squadra forte e vincente che l'Inter è stata negli ultimi anni. Ci vuole pazienza".

Ma quanto manca a questo club il palcoscenico di Champions? "Molto, in termini di prestigio e finanze - è la sua ammissione - Ma stiamo giocando l'Europa League e dobbiamo sfruttarla".

Figo è tornato inoltre sull'indiscrezione secondo la quale, dopo l'addio di Ranieri, c'era anche lui in corsa per la panchina nerazzurra, prima che la scelta cadesse poi su Stramaccioni: "No, non me l'hanno mai chiesto, giuro, non è mai stata un'opzione ma solo rumors".

Il ruolo di allenatore, insomma, può attendere: "Al momento non penso ad allenare, comporta troppo stress. Dopo 20 anni da calciatore ho bisogno di tempo per me, per la mia famiglia, per crescere i miei figli. Sono curioso di sapere se ho le qualità per gestire un gruppo, e mi piacerebbe farlo con il Portogallo o con l'Inter. Ma fra la curiosità e la realtà il passo è lungo".

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