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Il vice-dg di UniCredit ha elogiato la struttura manageriale del club giallorosso, definita "di primissimo ordine", e ha sottolineato l'entusiasmo del pubblico verso la squadra...

Il ritorno, dopo 13 anni, di Zdenek Zeman sulla panchina della Roma è stato salutato con notevole partecipazione dal popolo giallorosso. L'ultima impresa, la vittoria di San Siro contro l'Inter, ha contribuito ad accrescere l'affetto attorno alla 'Lupa'. Un aspetto sottolineato oggi dal vicedg di UniCredit Paolo Fiorentino.

"I primi risultati della Roma, in termini di entusiasmo della gente, sono straordinari. Speriamo arrivino risultati anche sul campo", ha spiegato il dirigente, a margine dell'Uefa Champions League Trophy Tour, giunto alla quarta edizione e partito stamane da Milano.

"Dal punto di vista tecnico non faccio commenti", ha aggiunto Fiorentino, che ha posto l'accento sulla "struttura manageriale" del club, definita "di primissimo ordine". La Roma, a suo giudizio, è "una squadra che ha lasciato la strada del mecenatismo e che si avvicina alla gestione di una media impresa italiana".

UniCredit, ha confermato il manager, ha in programma di ridurre la propria presenza nella società capitolina, anche se al momento un delisting dalla borsa "non è in agenda".

La banca detiene il 40% di Neep Roma Holding, holding che controlla il 78% dell'AS Roma e che per il resto fa capo alla cordata americana guidata da DiBenedetto.

"Contrattualmente abbiamo un accordo per restare almeno al 10%, anche stare al 20% avrebbe senso. Ci piacerebbe trovare altri due investitori a cui affidare il 10-15%. Il 40% è troppo e per noi è importante trovare nuovi investitori che diano valore alla società: non vendiamo a chi capita".

Fiorentino, inoltre, si è detto d'accordo con Zeman, che ha asserito che calcio e finanza devono rimanere separati: "Tendo a condividere la sua opinione. Nella situazione attuale non ha un grandissimo senso avere società di calcio quotate in borsa, ma se il calcio riuscisse ad allargare la capacità di generazione del reddito allora il discorso sarebbe diverso. Il fattore di volatilità legato ai risultati dà alle parole di Zeman una dose di saggezza".

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