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Dopo la tripletta di Bologna, Giampaolo Pazzini è pronto a caricarsi sulle spalle il peso dell'attacco milanista: farà coppia con Robinho?

Gli esperti hanno avuto da ridire, i neutrali sono rimasti perplessi, gli stessi milanisti erano scettici. Poche persone avevano accolto la notizia che il Milan aveva scambiato Antonio Cassano e una manciata di soldi per l’interista Giampaolo Pazzini come un grande affare per i rossoneri. Intanto, la tripletta messa a segno contro il Bologna nello scorso weekend ha dato l'idea di cosa potrà accadere se il Milan punterà sul proprio attaccante.

E' stata solo una partita, e i primi due gol sono giunti con una buona dose di fortuna, ma la fame di Pazzini di fronte alla porta - fame che non si vedeva dai primi tempi in maglia nerazzurra - ha colpito positivamente tifosi e critici. Ora, Massimiliano Allegri deve ricreare le condizioni nelle quali l'ex Fiorentina ha dato il meglio di sé nella propria carriera, se vorrà avere in cambio 20 o più goal dall'attaccante preso per rimpiazzare Zlatan Ibrahimovic.

LA STORIA DEL SUCCESSO ALLA SAMPDORIA
ESTERNI DI SPINTA: I laterali hanno aiutato Cassano a sostenere Pazzini

Dopo le controverse esperienze con l'Atalanta e la Viola, è stato alla Sampdoria che Pazzini ha espresso un eccellente rendimento per un prolungato periodo di tempo. Avvenuto nel gennaio del 2009, difficilmente il trasferimento a Genova avrebbe potuto essere più redditizio. In coppia con Cassano, Pazzini ha contribuito a portare i blucerchiati a un'incredibile qualificazione ai play-off di Champions League.

La Samp schierava un'ordinatissima linea di quattro centrocampisti, in grado di offrire forza e un notevole sostegno offensivo, oltre a fornire l'ampiezza necessaria per permettere a Cassano e Pazzini di inserirsi nelle difese avversarie. Coi tenaci Andrea Poli e Fernando Tissone a dividersi un posto in mezzo al campo a fianco di Angelo Palombo, la creatività arrivava a destra da Daniele Mannini e a sinistra da Franco Semioli o Reto Ziegler, ali costantemente protese verso la linea di fondo per schiacciare gli avversari dentro la propria area.

Ciò significava che Pazzini veniva fornito da cross provenienti da entrambe le fasce, mentre Cassano poteva dedicarsi a giostrare in posizione avanzata o a giocare in contropiede. In entrambi i casi, con l'istinto di cercare immediatamente Pazzini, servito così da varie posizioni. Il tipo di gioco di cui l'attuale milanista non poteva godere regolarmente né all'Atalanta né alla Fiorentina.

Quando l'Inter ha pagato 12 milioni di euro dopo i due anni passati in Liguria, Pazzini si è trovato in un contesto simile. Con Diego Milito costantemente proteso a ritrovare la forma del 2009-2010, l'attaccante è stato piazzato a fianco di Samuel Eto'o, quest'ultimo splendida seconda punta dopo che con José Mourinho aveva giocato pure a sinistra.

Visto che il modulo di Leonardo non prevedeva le fasce a centrocampo, la profondità d'attacco lungo i fianchi giungeva dalle retrovie, con Yuto Nagatomo e Maicon dotati di una notevole licenza di avanzare. Il naturale nervosismo degli avversari contro i campioni d'Europa consentiva a Pazzini di svettare regolarmente, permettendogli di crescere ancora. Al termine della sua prima metà di stagione, collezionava 11 goal in 17 presenze.

Una coppia micidiale | Insieme a Eto'o Pazzini sembrava infallibile davanti al portiere

PROBLEMI ALL'INTER
SENZA ALI: La mancanza di qualità sulle fasce ha influito sul rendimento di Pazzini

Ma nel 2011-2012, tutto è andato storto per l'attaccante nativo di Pescia. Con Maicon costantemente infortunato, o senza la spinta che lo aveva reso il più pericoloso terzino destro del mondo, e con un maggiore conservatorismo a centrocampo sotto Claudio Ranieri, il gioco di Pazzini è cambiato molto. Soprattutto, l'apporto di Eto'o non c'era più, visto che il camerunense era stato ceduto all'Anzhi Makhachkala l'estate precedente.

Improvvisamente, Pazzini si ritrovava privo dei rifornimenti che era abituato a ricevere prima da Cassano e poi da Eto'o. Anche Wesley Sneijder, quando sano, era regolarmente utilizzato in un ruolo di centrocampista più arretrato, oppure Ranieri optava per Joel Obi e Ricky Alvarez, entrambi in difficoltà nel dare qualità dalle fasce. Così, le difese avversarie erano maggiormente facilitate nel contenere gli attacchi di un'Inter incapace di dare ampiezza e infilare palloni tra le linee, e potevano avanzare di alcuni metri, quelli che fanno la differenza nel gioco di Pazzini. Il quale s'è dimostrato non in grado di avere lo stesso rendimento da un gioco spalle alla porta, con un conseguente crollo di fiducia.

Appena Andrea Stramaccioni ha sostituito Ranieri, si è capito subito che Pazzini non rientrava nei piani del giovane allenatore, e la sua cessione quest'estate si è rivelata inevitabile. Ma ora che è giunto al Milan, i rossoneri hanno un grande bisogno di lui. Perché il matrimonio funzioni, il gioco offensivo di cui godeva Pazzini nel passato dev'essere replicato, e visto che il modulo dei rossoneri non prevede ampiezza a centrocampo, Allegri deve puntare sui terzini per dare al numero 11 i rifornimenti che desidera.

Ignazio Abate o Mattia De Sciglio potranno così attaccare a volontà sulla destra, mentre Luca Antonini resta la migliore tra le opzioni presenti sulla sinistra. E se quest'ultimo non pare possedere le qualità difensive che il ruolo richiede, dovrà perlomeno provare di costituire un pericolo offensivo, grazie alla costante volontà di proiettarsi in avanti.

LA SOLUZIONE ROSSONERA?
MURO IN MEDIANA: Un centrocampo difensivo permette ai terzini di spingere per servire Pazzini

Se in questo modo i rossoneri sapranno allungare la difesa avversaria, avranno comunque bisogno di un centrocampo solido e unitario, e Massimo Ambrosini ha dimostrato col suo ingresso a Bologna che pochi riescono a fornire la grinta e l'equilibrio che lui mette a disposizione in mezzo al campo. Il trio formato dal cesenate, da Antonio Nocerino e da Nigel De Jong darebbe al centrocampo una notevole qualità di acciaio, unità e tenacia, il che significa che gli attacchi dei terzini sarebbero ben coperti. Riccardo Montolivo, nonostante la sua eleganza con la palla tra i piedi, non offre invece sufficiente grinta.

Accanto a Pazzini, Robinho dev'essere utilizzato come Cassano ed Eto'o in passato. Il brasiliano giostrerebbe nella posizione migliore per offrire una porzione ulteriore di approvvigionamento, con Kevin Prince Boateng a costituire una minaccia in più nella posizione di trequartista. Alexandre Pato tornerà presto da un infortunio, ma costruire una squadra attorno a lui sarebbe troppo rischioso. La propensione dell'ex Internacional verso le lesioni muscolari significa che i rossoneri devono essere abbastanza saggi per pianificare un futuro senza di lui. Ma se tornasse in piena forma sarebbe un pericolo per gli avversari.

Pazzini deve essere messo nelle condizioni migliori per brillare, e perché ciò accada Allegri, quando si troverà di fronte alla propria lavagna ogni fine settimana, dovrà necessariamente prendere in considerazione lo schema costruito per il suo attaccante nella fase migliore della carriera.






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