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Il tecnico rossazzurro è ormai calato pienamente nella realtà della squadra siciliana, anche fuori dal campo: "Mi ha affascinato l'interno dell'isola. Ho visto paesaggi non comuni"

E' un Rolando Maran sempre più calato nella realtà non solo tecnica del Catania quello che si confessa dalle pagine del quotidiano 'La Sicilia'. Il tecnico trentino ha già conquistato i tifosi rossazzurri, operazione non facile vista la pesante eredità raccolta da Montella, e il 'feeling' è reciproco.

"La sera del successo sul Genoa sarà una delle cose che mai dimenticherò. Proprio vero: Catania ti regala un calore particolare. Ti coinvolgono l'interesse, la voglia di vincere dei tifosi, il sentimento che c'è intorno a questa società, al gruppo. Un ambiente davvero coinvolgente, che ti porta a fare sempre qualcosa in più".

Maran allarga lo sguardo oltre il rettangolo di gioco: "Il mio primo impatto con la Sicilia? Mi ha affascinato l'interno dell'isola. Ho visto paesaggi che non sono comuni. Sarebbe fin troppo scontato parlare della costa, del mare, delle località turistiche. In ogni caso, è una terra affascinante. Dove abiterò? Per scelta personale, direi meglio il centro storico. Tuttavia, mi mette paura il traffico...".

C'è spazio ovviamente anche per argomenti più strettamente calcistici: "Se è vero che rispetto alla stagione scorsa la difesa del Catania agisce qualche metro più in avanti? Il discorso è diverso, parte dal concetto di squadra molto corta. Bisogna restare compatti: se lo siamo nella metà campo avversaria, tanto meglio. Altrimenti dobbiamo esserlo nella nostra metà campo. Questo è il modo propositivo per affrontare le partite. La Fiorentina? Nessuno deve dimenticare che cosa ha fatto Montella qui, ma noi giochiamo contro la Fiorentina, intesa come squadra...".

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