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L'attaccante spagnolo recrimina: "A Roma dicevano che non ho avuto pazienza". Ora l'obiettivo è dare il meglio di sè con i rossoneri, senza darsi dei limiti...

A Roma non ha mai convinto del tutto, ora proverà a fare meglio con la maglia del Milan. Bojan Krkic è carico come una molla. L'attaccante vuole dimostrare di essere uno da serie A, anche per smentire il luogo comune che vede i calciatori spagnoli fallire sistematicamente nel nostro calcio.

Maglia numero 22 e idee chiarissime per uno degli ultimi colpi rossoneri: "Non è il primo numero pesante che indosso - le sue parole alla 'Gazzetta dello Sport' - A Barcellona avevo il 9, che prima era stato di Ibrahimovic, Ronaldo e Cruijff. In ogni caso io non sono uno di quelli che si lega ai numeri: ho scelto il 22 perché sono arrivato al Milan il giorno del mio ventiduesimo compleanno".

Bojan, sulla carta, dovrebbe essere il sostituto di Ibrahimovic, a cui tolse il posto ai tempi della sua militanza in blaugrana: "Io non sono qui per sostituirlo, in attacco siamo in tanti. Ibrahimovic è un grande ma io e lui siamo molto diversi: lui è due metri, io sono 160 centimetri. Abbiamo qualità diverse. Lo stimo molto e credo che a Barcellona meritasse di essere trattato diversamente per quello che ha fatto".

Il Barça è il passato, ma da parte sua non c'è nessun rimpianto per aver voluto provare nuove strade: "Pentito di essere andato altrove? Mai. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato di andare a giocare in una squadra diversa dal Barcellona, non riuscivo neanche a immaginarmi con un altro club. Sono arrivato che avevo appena 9 anni, ho fatto tutta la trafila con le giovanili, sono stato blaugrana per 12 anni e pensavo che sarei rimasto per sempre. Poi mi è capitata l'opportunità di trasferirmi in Italia e ringrazio Dio per avermela concessa. Roma mi ha aperto un altro mondo, ho conosciuto una realtà completamente diversa, sia dal punto di vista calcistico sia dal punto di vista umano".

Il binomio Luis Enrique-Bojan non ha funzionato nella Capitale: "Non so se Luis ha fallito, io non credo che abbia sbagliato lui. L'errore è stato continuare a paragonare la Roma al Barcellona e pretendere di imitare il gioco del Barça. Con Luis tutti si lamentavano ed erano arrabbiati perché i risultati non arrivavano, poi è stato preso Zeman che fa il suo stesso gioco, però intorno alla squadra c'è un altro clima. Anzi, Zeman è addirittura più offensivo e più 'spagnolo' di Luis e la sua filosofia non ha niente a che vedere con quella del calcio italiano".

A proposito di allenatori, Bojan non ha dubbi su quale sia stato il migliore avuto fin qui nella sua ancor breve carriera: "Rijkaard senza dubbio, è stato il migliore. Nessun altro mi ha dato così tanta fiducia".

L'esperienza romana, racconta, gli è andata un po' di traverso: "A tutti piace giocare, però mi ha dato fastidio sentire che alla Roma non ho avuto pazienza. Hanno fatto girare chiacchiere che non mi sono piaciute, è stato detto che io non mi ero inserito bene nel gruppo, ma io avevo dimostrato di meritare di giocare. Invece anche nelle amichevoli è successo che io stessi bene, ma poi finivo lo stesso in panchina".

Ora avanti tutta con l'avventura milanista, senza fissare obiettivi particolari: "No. Voglio solo fare bene e dare tutto. Non mi sento di passaggio, voglio rimanere". Ma i sogni, quelli, non si possono cancellare: "Se vinco la Champions con il Milan, di sicuro la chiamata in nazionale verrà di conseguenza. Il Barcellona è il passato, io sono qui per vincere con la mia nuova maglia numero 22".

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