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Da Carrizo a Foggia passando per Matuzalem, Sculli e il 'caso' Diakitè: il tecnico biancoceleste si ritrova in casa un parco giocatori eccessivo per il suo 'credo' gestionale.

L'ottimo inizio di campionato della Lazio è merito anche del lavoro di Vladimir Petkovic, il quale dopo un'estate fatta di scivoloni e prove opache è riuscito a invertire la rotta nel momento in cui contava farlo. Ma il tecnico bosniaco, adesso, deve fare i conti con una 'spina' derivante da un organico numericamente troppo ampio per il suo 'credo' gestionale.

"Per una partita servono massimo 22 giocatori", ha detto l'allenatore. Ebbene, fino a gennaio se ne ritroverà ben 35: come evidenzia 'Tuttosport', tra rifiuti e affari saltati i cosiddetti 'esuberi' sono rimasti a Formello nonostante non rientrino nei piani del club biancoceleste.

Alfaro, Zauri, Stankevicius, Carrizo, Matuzalem, Sculli (rispedito al mittente dal Genoa dopo l'iscrizione nel registro degli indagati nell'ambito di Scommessopoli), Foggia, il 'caso' Diakitè, il 'separato in casa' Matuzalem e capitan Rocchi che pur di giurare amore eterno alla Lazio ha declinato le avances di Chievo, Udinese e Olympiakos: situazioni, che per un verso o per l'altro, la Lazio dovrà trascinarsi fino alla prossima sessione di mercato.

Nel frattempo, 'Il Tempo' riporta una notizia proveniente dall'Argentina secondo cui Mauro Zarate e suo fratello non avrebbero pagato la tassa sulla casa in patria e ora hanno accumulato un debito da saldare pari a 15.500 dollari. Se non lo faranno entro i termini, i due rischiano di incappare in azioni legali da parte dello Stato.

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