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Il tecnico rossonero difende il proprio operato a spada tratta e risponde alla società, che tramite l'ad si era detta molto preoccupata sul delicato tema infortunati...

Dura la vita, se sei l'allenatore del Milan. Tanti onori, ma anche tanti oneri, specialmente nell'estate più difficile degli ultimi anni. Massimiliano Allegri lo ha capito bene. E' stato messo a dura prova prima sul fronte mercato, con la cessione dei giocatori più rappresentativi, e poi su quello, sempre allarmante, degli infortuni.

Già dieci dall'inizio della stagione, tanto che Adriano Galliani, memore del precedente dello scorso anno - la rincorsa-scudetto fallita proprio per mancanza di 'salute' - si era detto molto preoccupato sulla questione. Ebbene, Allegri, già sotto pressione dopo gli ultimi acquisti agostani ("Ora non ha più alibi, si lotterà per lo scudetto", aveva detto l'ad), alla fine è sbottato, non essendo più disposto a passare per un 'distruttore' di calciatori.

"Infortuni? Siamo molto attenti a questi aspetti - ha spiegato ieri, a margine del Forum Uefa a cui è stato invitato, in qualità di unico tecnico di A - Non tralasciamo nulla e tutto viene studiato. Mi dà fastidio leggere dati non veri, se si dice che gli infortuni del Milan sono tutti muscolari si commette un errore. Perché ora abbiamo 10 giocatori fuori per infortunio e soltanto 3 di questi hanno problemi muscolari: Robinho, Pato e Montolivo".

Gli altri guai fisici, sottolinea, sono di natura traumatica: "Che posso farci io - riporta la 'Gazzetta' - se Muntari si rompe il crociato in Ghana o se un avversario, correndo, calpesta la mano di Boateng? Ripeto: gli infortuni muscolari del Milan sono tre. E' accettabile, considerando che siamo ad inizio stagione".

In estate il Milan ha cambiato preparatore, ma il problema non si è ancora risolto: "Da quando sono al Milan, cioè dal 2010, i mesi più tragici sono stati gli ultimi due dello scorso torneo. Lì abbiamo sbagliato qualcosa, lo sappiamo e abbiamo capito. Per il resto, i numeri sono sempre stati in media. Il fatto è che se c'è un infortunato al Milan si dice che ce ne sono 10. E se invece ce ne sono 10 alla Juve si dice che ce n'è uno... Non va bene".

Qualcosa però, ammette, dovrà essere modificato: "Certo, serve massima attenzione e cercheremo anche di migliorare nella prevenzione. Però se uno si schianta in auto sarà mica colpa mia, eh?".

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