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Il tecnico rossonero non ha usato giri di parole nella conferenza stampa di vigilia del match contro il Bologna: "E comunque non ho mai detto che l’obiettivo era il terzo posto..."

Il 'diktat' di Adriano Galliani era stato molto secco, l'altra sera dal solito 'Giannino', con toni che non erano sfuggiti ai cronisti, ed ovviamente non potevano ugualmente lasciare indifferente il destinatario.

"Allegri si preoccupi - aveva intimato l'Ad rossonero - adesso l'obiettivo non è più arrivare tra le prime tre, ma lottare per vincere, per il primato, come abbiamo fatto negli ultimi due anni. Con gli ultimi colpi il Milan ha colmato il gap rispetto alle prime".

Un imperativo perentorio ad abbandonare il basso profilo e dichiarare esplicitamente che si punta senza mezzi termini allo scudetto, che tuttavia è stato respinto dal tecnico nella conferenza stampa di vigilia del match contro il Bologna, ed in maniera assolutamente ferma, al punto che oggi molti quotidiani parlano esplicitamente di rottura tra i due (si ricordano anche i precedenti episodi del 'cazziatone' di Galliani post scoppola col Real e del rifiuto opposto da Allegri all'arrivo di Ze Eduardo, che di fatto era già stato preso dal dirigente).

"La Juventus resta favorita, perché è campione in carica e ha fatto un ottimo mercato - ha puntualizzato l'allenatore livornese - E' un dato oggettivo. E comunque io non ho mai detto che l'obiettivo era il terzo posto, ma uno dei primi tre, il che significa lottare anche per il campionato. E l'ho detto due settimane fa, quando ancora dovevano arrivare gli ultimi acquisti. La squadra era già buona ed è stata rafforzata. E per questo ringrazio Berlusconi e Galliani...".

Rafforzata? Il reale pensiero di Allegri è emerso poco dopo: "Quando una squadra viene smantellata, perché è questo ciò che è accaduto, è normale che si riparta da zero. Deve essere messo da parte ciò che era il Milan fino allo scorso maggio e serve tempo per inserire chi è appena arrivato. Bisogna mettere in preventivo un certo tipo di errori". Lo attende un compito non facile fin da oggi, sul campo di un Bologna parimenti assetato di punti dopo l'esordio negativo col Chievo.

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