Da Udine Fabbrini manda un appello a tutto il calcio italiano: "Per salvare il 'made in Italy' bisogna dare spazio ai giovani... Di Natale è il numero uno, mi ha aiutato tanto"

In un'intervista rilasciata alla 'Gazzetta dello Sport', Diego Fabbrini parla della sua esperienza a Udine, ringraziando capitan Di Natale e il tecnico Guidolin.
In un'estate priva di grossi colpi - Paris Saint-Germain a parte - sia per mancanza di fondi che per resistenza da parte delle società, le squadre di Serie A devono "costruirsi i campioni in casa", per usare le parole della dirigenza milanista. E' quello che da anni sta facendo l'Udinese, crescendo giovani promettenti e facendoli diventare calciatori di ottimo livello, che una volta venduti generano una notevole plusvalenza.

Diego Fabbrini fa parte di questa schiera di giocatori pronti ad esplodere - calcisticamente parlando - magari facendosi mettere gli occhi addosso da qualche big. Il trequartista - nelle ultime uscite Guidolin lo ha messo in quella posizione - è stato intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport' ed ha parlato della sua esperienza ad Udine:

"Guidolin mi sprona per tirare di più e diventare più concreto sotto porta, devo migliorare, si può sempre fare meglio. Le etichette? Quelle si tolgono dimostrando il proprio valore; certo, i goal aiutano, ma qui a Udine sto bene, è il posto migliore per crescere e migliorare".

Il calciatore classe '90 potrebbe tornare in Under 21 - Mangia dovrebbe fare uscire le convocazioni a breve per la partita contro l'Olanda - dopo le incomprensioni con Ferrara: "L'Under è una delle cose più importanti per un calciatore. Io intanto penso a far bene con l'Udinese, poi il resto viene di conseguenza".

In chiusura Fabbrini parla della famiglia e del futuro: "Sono molto contento che mio padre mi venga a vedere spesso, fa molti sacrifici ed io lo apprezzo moltissimo. Vivo ad Udine con la mia fidanzata Rachele, anche questo mi aiuta molto. Di Natale? Lui è il numero uno e mi ha aiutato tanto. Muriel e Maicosuel? Sono un po' diversi da me, ma ci sarà ugualmente concorrenza. Per salvare il 'made in Italy' bisogna dare spazio ai giovani che sono bravi, scommetto su Paloschi".