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Riverola, alle prese con l'adattamento al calcio italiano, rivela i suoi progetti per quando smetterà di giocare: "Mi piacerebbe lavorare nel campo dell'economia, in un settore legato al calcio"

Il giovane spagnolo è arrivato a parametro zero dalle giovanili del Barcellona: "In Spagna siamo abituati a svegliarci alle 9, e ad allenarci con il pallone. Qua invece...".

Martì Riverola è uno dei giovani più promettenti arrivati in quest’estate in Serie A. L’ex promessa del vivaio del Barcellona, è approdato al Bologna a parametro zero e ora vuole dimostrare le sue qualità in Serie A. Oggi è stato il protagonista della conferenza stampa della squadra emiliana.

In queste prime settimane ha dovuto adattarsi a un tipo di calcio molto differente da quello spagnolo. “Ero abituato ad allenarmi sempre con la palla, – ha rivelato – qui è diverso, la palla l’abbiamo lasciata fuori, è un allenamento più fisico”.

Altra differenza l’ora della sveglia al mattino. “In Spagna siamo abituati a svegliarci alle 9 – ha raccontato – la sveglia alle 8 è difficile”. Sulla posizione in campo, invece, il centrocampista rimette tutto alla decisione dell’allenatore Pioli.

“L’importante è giocare, – ha sottolineato – difensivo o attaccante va bene, io sono più offensivo, ma decide l’allenatore”. Non sono mancate alcune considerazioni sui nuovi compagni di squadra, che lo stanno aiutando a inserirsi.

Diamanti è un bravissimo giocatore, lui può fare il capitano perché è un leader. Perez? E’ un bravissimo ragazzo, che mi ha aiutato più di tutti”. Infine un sogno per quando, fra molti anni, appenderà le scarpette al chiodo. “Mi piacerebbe lavorare nel campo dell’economia – ha rivelato – possibilmente in un settore sempre legato al mondo del calcio”.

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