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Giancarlo Abete, presidente della FIGC, in occasione della presentazione dei calendari della Serie B, ha risposto ad alcune domande su alcuni temi caldi

Giornata di gala per la Serie B che, stamani, ha presentato ufficialmente i suoi calendari per la stagione 2012-2013. Un campionato sempre più avvincente quello cadetto che, anche quest'anno, vedrà lottare per la conquista della Serie A, tante squadre che hanno scritto la storia del calcio italiano. Presenti le massime autorità calcistiche, accompagnate dai presidenti delle società di B.

In prima fila anche il presidente della FIGC, Giancarlo Abete, che così ha fatto un plauso al campionato di B: "Ci sono novità anche quest'anno - ha spiegato a Sky Sport - , con una Serie B che ha aiutato tutte le Nazionali italiane, a partire da quella maggiore con Angelo Ogbonna. E' innovativa sul versante delle iniziative e valorizza i vivai su quello tecnico. La Nazionale Under 21? Ha fatto un buon lavoro Ferrara, dal 15 inizierà Mangia. Speriamo di non tralasciare il percorso che ci porti al vertice, anche in ottica delle prossime Olimpiadi".

Abete ha anche risposto ad alcune domande sulla vicenda forse più calda dell'estate calcistica, quella dei processi per il calcioscommesse  che potrebbe rivoluzionare anche la stessa Serie B: "Lecce e Grosseto? Ci auspichiamo massima chiarezza e rispetto delle decisioni che la giustizia sportiva prenderà, ricordo che siamo ancora al primo grado di giudizio. Mentre da un lato cerchiamo di governare gli effetti di un fenomeno estremamente negativo, come quello delle scommesse, ci proiettiamo verso il futuro cercando di mantenere i giusti comportamenti".

Un piccolo spazio, Abete, lo ha anche dedicato alle parole del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che fortemente ha criticato l'operato di una FIGC definita 'dittatoriale': "La Federcalcio ha già risposto ieri, con sufficiente chiarezza e serenità. La giustizia sportiva opera all'interno di un ordinamento nazionale ed internazionale. C'è da valorizzare l'imparzialità degli organi di giustizia sportiva rispetto a quelli politici della Federazione. Ricordo ancora che ci sono diversi gradi di giudizio che permettono a tutti di portare avanti le proprie tesi".

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