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Nuova promessa del calcio ghanese, l'ex Sassuolo è un ruba palloni che ama impostare e anche provare a tirare: " Devo migliorare nel tiro da fuori"

Chissà se a 20 anni è presto per sognare. Chissà se bisogna restare con i piedi a terra. Isaac Cofie, ghanese, è uno che sogna, ma con umiltà e soprattutto impara. Ha come idolo Gattuso ("ma ammiro molto anche Pirlo e Thiago Motta") e ha trovato in Pellissier un ottimo compagno di squadra.

Il ragazzo approda al Chievo dopo aver esordito in A con la maglia del Genoa  e dopo aver fatto la spola fra Piacenza e Sassuolo. Ora Verona è pronto metterlo sulla rampa di lancio, toccherà a lui volare.

Ovunque è andato ha raccolto tutti gli insegnamenti che anche i muri potevano dargli: “Luca Chiappino mi ha dato tanto al Genoa in Primavera dove ho vinto molto. Madonna a Piacenza mi ha dato la fiducia, Pea al Sassuolo mi ha insegnato a difendere e a essere uomo”. E Di Carlo gli insegnerà un altro ruolo, a lui che tanto ama giocare in difesa, verrà spostato e provato anche da interno.

È una spugna che apprende e non lascia colare un filo d’acqua. E sa anche trovare spazio per l’autocritica costruttiva: “la cosa che più mi piace è portar via la palla all’avversario e impostare la nuova azione, ma bisogna che provi a tirare di più. Devo migliorare nel tiro da fuori”.

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