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Capuano resta a Pescara e a poche settimane dal debutto in A dichiara che la squadra stupirà e ce la metterà tutta per restare nel campionato maggiore.

Zeman è un moderno Efesto che plasma la materia bruta e crea delle armi micidiali. I ragazzi, passando per la sua corte, cambiano, diventano dei giovani promettenti che arricchiscono il calcio e le società che li fanno crescere finché non prendono il primo treno che passa e tentano il salto, sperando che non sia troppo lungo. Così è andata per Verratti, difficilmente biasimabile, e così non è andata per Capuano. Prima pronto a sbarcare al Monaco o al Napoli e poi riconfermato a Pescara. In un’intervista alla ‘Gazzetta dello sport’ Capuano parla del futuro in A degli abbruzzesi.

Per tutti è il club condannato alla retrocessione ancora prima del fischio d’inizio, ma lui preannuncia una lotta all’ultimo sangue: “vi dico che ce la giocheremo con tutte. Ci vuole un po’ di fortuna, ma non siamo inferiori a molte squadre. Siamo giovani e con tanta fame”.

Tanti giovani da sfamare a Pescara, sperando che a nessuno venga un’indigestione. Sarebbe la mission impossible ideale per Zeman, ma per sostituirlo è stato chiamato Stroppa: “con i giovani ci sa fare – afferma Capuano – viene incontro ai giocatori, dialoga molto, è carico e motivato”.

Ce ne saranno delle belle per tutti a cominciare dalle raccomandazioni del difensore pescarese, secondo lui esploderanno il terzino destro Balzano e l’esterno difensivo Crescenzi. E lui dove si mette? Preferisce essere umile e dire “Capuano è una scommessa. Per un difensore è più difficile, ma in B me la sono cavata bene”.

Certamente sul buon rendimento avrà influito anche il tifo costante di Valeria, la sua ragazze, e Paolo, suo fratello, sempre presenti allo stadio. Capuano accetta la sfida e punta in alto a cominciare dai modelli a cui ispirarsi: “Thiago Silva, il numero uno, e Chiellini per la grinta che ci mette”.

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