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E' stato il mercato la causa di tutto: "I patti erano chiari, io avrei dovuto occuparmi di comprare e vendere giocatori, lui di gestire la società. Su Destro e Perin...".

Dopo poche settimane la coppia è scoppiata. Pietro Lo Monaco ed Enrico Preziosi, divorzio oramai sancito e Genoa nuovamente in altomare. E' un presidente rossoblù che non può più di problemi legati al 'Grifone', quello che si è concesso alle domande di 'Repubblica'.

"Cercavo chi gestisse la società e facesse quadrare i conti in attesa di trovare un compratore. La mia decisione di vendere è infatti definitiva e non ammette ripensamenti" riferisce il numero uno genoano. "Tanto è vero che il contratto che ho fatto firmare a Lo Monaco prevedeva le sue dimissioni immediate in caso di cessione della società".

Bormio decisiva: "Ho toccato con mano com'era la situazione, ho capito che non potevo perdere altro tempo e dovevo intervenire. Anche prima c'erano stati degli episodi che mi aveva lasciato perplessi. Per esempio come si fa a parlare della stella a genoani che l'aspettano da 70 anni? Cercavo un uomo forte, non arrogante".

E' stato il mercato la causa di tutto: "I patti erano chiari, io avrei dovuto occuparmi di comprare e vendere giocatori, lui di gestire la società. Qualunque operazione, in entrata o in uscita, avrebbe dovuto avere il mio assenso. Su Perin avevo detto che doveva andare a giocare perché con Frey avrebbe fatto la riserva e perso un anno.

Ho venduto 35 giocatori; l'unica trattativa in cui Lo Monaco ha preteso di dettare la linea è quella di Destro e alla fine riscattarlo dal Siena c'è costato 2 milioni di più".


La decisione dper il futuro è già presa: "Non vedo l'ora di mollare. Lo dico francamente, sono stufo. Sono sincero quando dico che ho perso l'interesse per il Genoa e solo l'idea di correre come una volta sotto la gradinata mi fa rabbrividire. Però non mi sottraggo ai miei doveri che sono certamente curare i miei interessi, ma anche garantire al Genoa una squadra competitiva. Io allo stadio verrò raramente".

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