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Il presidente del Napoli all'attacco sul fairplay finanziario, secondo lui disatteso da altri club: "Che l'Uefa si tolga di mezzo e ci lasci fare il nostro mestiere".

E' un Aurelio De Laurentiis bello pimpante quello che da Dimaro -sede del ritiro estivo del Napoli - ne ha per tutti con cadenza quasi quotidiana. Anche ieri ha blindato per l'ennesima volta Cavani ("va via solo per un'offerta folle di 100 milioni"), esaltato il nuovo gioiello azzurro Insigne e invitato ancora Balzaretti a venire sul Golfo: "Lo aspettiamo a braccia aperte".

Ma il piatto forte delle esternazioni presidenziali è stato l'ennesimo attacco sul fairplay finanziario, questa volta molto pesante anche sul piano personale nei confronti del numero uno dell'Uefa Michel Platini, come si legge sulla 'Gazzetta dello Sport': "Per lui sarà un problema giustificare i movimenti del Paris Saint-Germain dal momento che il figlio ci lavora. Vogliamo fare a gara a chi investe di più? Che l'Uefa si tolga di mezzo e ci lasci fare il nostro mestiere".

"Ho parlato con Rummenigge, Platini cerca solo il consenso per i voti e tenta di inserire piccole nazioni. Per noi l'Europa deve essere fatta da Italia, Francia, Spagna e Germania - ha continuato De Laurentiis - Non può decidere lui, i nostri capitali li investiamo noi e, per quanto lo stimi, non può ricreare disagi già visti con Blatter. Non sono d'accordo con chi parla di recessione per Inter e Milan. Le squadre devono essere composte da giovanissimi calciatori e le milanesi sanno di doversi rinnovare. Nel calcio non si possono perdere mille miliardi. Quando cambieranno le regole il discorso sarà diverso...".

Conclusione sugli obiettivi del Napoli per la prossima stagione: "Quest'anno prevedo un terzo, un secondo o un primo posto, ma il diavolo, si sa, ci mette spesso lo zampino. Non sottovalutate, però, le squadre cosiddette minori'...".

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