Giacinto Facchetti, scomparso nel 2006, oggi avrebbe compiuto 70 anni. Il suo ricordo non si è mai affievolito, rimane una leggenda per l'Inter e i suoi tifosi.
Se fosse stato ancora tra noi, chissà, oggi non avrebbe fatto caso più di tanto ai messaggi di auguri per il suo 70° compleanno. O meglio, avrebbe ringraziato timidamente, come nel suo stile, ma la maggior parte delle sue attenzioni sarebbero state rivolte alla sua Inter, in questo periodo di non facile transizione dopo i fasti euromondiali di qualche tempo fa.Avrebbe come al solito lavorato a testa bassa, Giacinto, circondato dalla stima di Massimo Moratti e Capitan Zanetti, alla ricerca magari di quell'intuizione, di quell'idea, che potesse restituire alla Beneamata quel blasone un po' sbiadito negli ultimi tempi.
Oggi, invece, Giacinto non c'è più, ma il suo ricordo, in questo 18 luglio particolare, è più vivo che mai. Lo è stato nella notte di Madrid, quando Cambiasso alzò la Coppa dei Campioni indossando una vecchia casacca nerazzurra numero 3. Lo è stato nei tempi duri di Calciopoli, quando qualcuno ha inutilmente tentato di infangarne la memoria. Come se quasi 50 anni di calcio vissuti all'insegna della correttezza non avessero insegnato nulla. Come se la sua integrità morale sfoderata in mille battaglie con le maglie di Inter e Nazionale fosse stata solo un inutile quanto banale corollario.
"Tu sei tutto quello che un uomo dovrebbe essere", gli scrisse una volta Javier Zanetti, ripensando ai tanti anni vissuti insieme. E com'è grande la gioia, oggi, vedendo la fascia di capitano sul bicipite del Tractor. Miglior modo per onorare il grande Giacinto non poteva esserci.
