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Brienza torna al Palermo a quattro anni dalla sua ultima volta in rosanero, è il primo giocatore a essere stato venduto e poi riacquistato dal presidente Zamparini.

Dopo l’ottima stagione al Siena si ritrovano di nuovo insieme, Sannino e Brienza, ma l’ischitano assicura che il suo approdo in Sicilia è la somma di una serie di fattori: “l’aver lasciato un buon ricordo, il buon campionato disputato lo scorso anno e l’aver incrociato Sannino”.

Proprio il tecnico campano ha rappresentato una svolta nella carriera del trequartista spostandolo sulla fascia, anche se già Conte l’aveva provato in quella posizione, ma sulla destra. Duttile e motivato, non ha paura dell’impegno che impongono le corsie laterali: “Sulla fascia si spendono molte più energie ed esserci arrivato dopo i 30 anni, assicurando un contributo importante è quasi inspiegabile”.

Su mister Conte non ha dubbi:“Sapevo che sarebbe arrivato ma non così presto”. Incrociò il tecnico leccese al Siena nella stagione 2010-2011, in quell’occasione ebbe modo di conoscere le sue peculiarità riscontrate anche in Sannino: “Due allenatori esigenti e che non lasciano nulla al caso”.

Brienza sa che la prossima stagione al Palermo non sarà semplice “Siamo all’inizio di un nuovo ciclo, dobbiamo creare un gruppo e pensare intanto alla salvezza”. Lo scorso hanno ha visto la squadra sofferente nella gestione dei cambi e troppo debole in difesa: “Ha pagato per i molti goal subiti: 62 sono troppi”. La novità più importante sarà la gestione del gruppo da parte dell’allenatore che per Brienza potrebbe sanare gli acciacchi palermitani: “L'anno scorso, con gli stessi uomini della retrocessione, siamo stati la quinta miglior difesa della serie A: voi che ne dite?”.

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