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Si riapre la ferita tra i vertici del nostro calcio e i bianconeri: polemica infinita sullo scandalo Calciopoli. Il presidente: "L'ultimo è il titolo della rabbia e dell'orgoglio"

Questo per noi è il trentesimo titolo, non il ventottesimo. Calciopoli? La Juve rispetta le decisione della giustizia sportiva, ma queste sono state influenzate da altri interessi”. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli inaugura la nuova stagione con il botto. Quella sulla Figc è una cannonata: “Dicono che abbiamo ventotto titoli? Noi non accettiamo. Rifiutiamo il loro conteggio: i titoli tolti li abbiamo conquistati sul campo". Vinto l'ultimo campionato, ora l'obiettivo della Vecchia Signora è vincere ancora. Nessun dubbio sul futuro di Conte.

L’eterno duello contro Inter e Federcalcio ricomincia. Tregua? Neanche per sogno. Nonostante la Juve abbia deciso di non mettere le tre stelle sulla nuova divisa, simbolo dei trenta scudetti, la linea dei bianconeri non cambia: i campionati tolti dopo lo scandalo del 2006 non sono dei nerazzurri. Appartengono alla Juventus.

Questo per noi è il trentesimo campionato vinto – attacca il Agnelli in conferenza stampa - non il ventottesimo. Calciopoli? La Juve rispetta le decisione della giustizia sportiva, ma queste sono state influenzate da altri interessi. Il Consiglio della Figc l’anno scorso non ha voluto riaprire questa vicenda, rifiutando di rivedere il processo sulla base di nuovi elementi emersi successivamente.

"Questo a noi non può andare bene, ecco perché abbiamo fatto ricorso a tribunali extra sportivi e c’è in atto una battaglia legale per i fatti del 2006. Ripeto e confermo: rifiutiamo il calcolo di scudetti della Federazione, anche se giocheremo senza stelle sul petto
". Al loro posto ci sarà la scritta '30 sul campo', idea che non piace a tutti gli juventini a dire il vero.

Poi il Milan, grande rivale dell’ultima stagione. Il tecnico Max Allegri aveva ironizzato sul litigio per gli scudetti: “Quelli della Juve sono trentuno in realtà, c’è anche il torneo vinto il Serie B dopo Calciopoli”. Agnelli taglia corto con una battuta: “Scherzava. E poi il Milan allora ne avrà due di stelle allora... ". Il riferimento è ai due campionati di Serie B giocati dai rossoneri nella loro storia.

Il presidente guarda con grande soddisfazione la nuova maglia della Juve. Al centro il tricolore, a sinistra il simbolo bianconero. La cavalcata dell’ultimo campionato è stata esaltante: “E’ stato il successo della rabbia e dell’orgoglio. La dinastia degli Agnelli? Questa società ha vinto tanto sotto la gestione della mia famiglia. Potrei accontentarmi di fare un po’ meno dei miei predecessori, però intanto abbiamo già cominciato bene”.

Archiviato il titolo, gli obiettivi della Vecchia Signora non cambiano. La Juve gioca sempre per vincere. Anche in Champions League, dove torna dopo qualche anno di troppo di assenza: “La Juventus è sinonimo di vittoria. Nessuno avrebbe pensato di vincere il campionato la scorsa stagione. E invece ce l’abbiamo fatta. La Juve cresce, sta realizzando i suoi progetti. Chi indossa questa maglia - sottolinea il presidente - è sempre pronto per i trionfi. In Europa sarà dura, ci sono squadre con molte più possibilità economiche di noi, ma daremo il massimo. Il pallone è rotondo, tutto può succedere in campo”.

Alessandro Del Piero non è più un giocatore bianconero dopo diciannove anni. Agnelli è riconoscente al capitano ed è pronto ad esaudire il suo ultimo desiderio: “La maglia numero 10 non verrà ritirata, come vuole Alex. Spero che il suo successore sia all’altezza”.

Antonio Conte coinvolto nello scandalo calcioscommesse? Il presidente non trema: “Non c’è alcun piano B per Antonio. Lui è e sarà il nostro allenatore. Abbiamo piena fiducia in lui”.

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