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La Commissione Disciplinare ha ritenuto insufficienti le prove a carico del terzino della Lazio per poter emettere un giudizio di condanna.

La Commissione Disciplinare della Figc ha emesso oggi la sua sentenza relativa al deferimento del terzino della Lazio, Stefan Radu, e della stessa società capitolina, prosciogliendo entrambi dalle accuse.

Il Procuratore Federale, Stefano Palazzi, aveva deferito il calciatore biancoceleste, e la Lazio per responsabilità oggettiva, a seguito del presunto 'saluto romano' che il terzino rumeno avrebbe rivolto in saluto alla propria curva al termine della partita vinta contro il Napoli il 7 aprile scorso.

Secondo la Commissione Disciplinare, non ci sono sufficienti elementi per ritenere quel gesto, immortalato da una foto diffusa poi su tutti i media, fosse effettivamente un 'saluto romano' e non invece un momento di un gesto più ampio con cui Radu salutava i tifosi, come affermato dal legale del calciatore, avv. Gentile.

"E' indubbio - si legge quindi nel provvedimento di sentenza della Commissione Disciplinare - che detto fotogramma immortali l'attimo di un gesto ma, decontestualizzandolo dagli eventi nei quali è maturato, non ne chiarisce l'essenza, così da lasciare incompreso se lo stesso abbia avuto natura statica (sulla quale si fonda
l'incolpazione) o dinamica (sulla quale si fonda la richiesta di proscioglimento) nel caso in cui facesse parte di un movimento più ampio ed articolato. Ecco pertanto che, non essendo stata fornita la prova dell’addebito, il deferimento non può essere accolto".

Per Radu quindi una buona notizia, che accoglie nel giorno in cui è stato operato al ginocchio destro, infortunio che lo terrà lontano dai campi per circa 5 mesi.

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