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Il ds parla a ruota libera dei prossimi obiettivi e fa il punto sul mercato: "Faremo due o tre acquisti, Yilmaz ci servirebbe. Breno doveva partire con noi per il ritiro...".

Igli Tare non si pone limiti. In attesa di definire le mosse di mercato, il ds della Lazio parla a ruota libera delle ambizioni biancocelesti in vista della prossima stagione. Dalle colonne della 'Gazzetta dello Sport', ecco una panoramica su passato, presente e futuro del dirigente capitolino.

"Saremo ancora più competitivi di un anno fa - assicura Tare - La storia di questo club ci impone una crescita continua. Non siamo arrivati in Champions solo per i tanti infortuni. Ci riproveremo. Scudetto? Non è un tabù. Lotito non è tipo che si accontenta. Ma no al passo troppo lungo: l'ultimo titolo, qui, causò tanti guai. Ci vuole equilibrio".

Per il momento, l'unico colpo in entrata è stato Ederson: "Faremo altri due o tre acquisti, per Yilmaz abbiamo fatto le cose perbene. Il suo arrivo ci completerebbe. In ritiro doveva venire anche Breno, sull'uomo mi ero informato: col Norimberga, col Bayern, pure con Klose. Non ha mai dato problemi in un gruppo. La condanna è eccessiva: non ha ammazzato nessuno. Il suo acquisto dipenderà dal secondo grado di giudizio".

Chi non ha la sicurezza di far parte del progetto Lazio, come conferma il ds biancoceleste, è Mauro Zarate: "Resta solo se non altererà gli equilibri - ha dichiarato l'albanese sulla scia delle parole pronunciate da Lotito qualche giorno fa - Petkovic valuterà in ritiro".

E a proposito del nuovo tecnico, ecco come è nata la 'liaison': "Gli chiesi: "Te la senti di allenare la Lazio?". Lui mi rispose: 'Io non ho paura'. Ma chiedo anch'io pazienza: ho apprezzato molto la Roma con Luis Enrique", ha detto Tare che poi fa chiarezza sul 'caso' Radu: "Ci ha garantito di non essersi operato e gli crediamo. Altrimenti l'avremmo multato".

Infine, ecco un bilancio sul suo operato finora: "L'affare è stato Eliseu: preso a 900 mila euro, rivenduto a 2,5 milioni. Sul piano tecnico vado orgoglioso di Dias e Klose. Il cruccio è Konko: neppure lui sa quanto è forte. All'inizio cercavo sempre e subito il confronto con i calciatori, ora valuto di caso in caso. Fino a quando resterò? Non c'è scadenza: è una questione di cuore".

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