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Il presidente Moratti aveva promesso sacrifici, ma ha dimostrato di non rinunciare a investire: fuori gli eroi del Triplete, dentro forze fresche. E non è finita qui

Al 5 luglio, Inter batte Juventus 40 a 35. Sono le cifre, in milioni di euro, spese dalle due società per gli affari di mercato. Il dato della Juve non sorprende, fa strabuzzare gli occhi invece quello dell’Inter. Moratti non aveva promesso sacrifici e un’estate lacrime sangue? Nonostante l’apparente contraddizione il presidente nerazzurro è stato di parola. Essere d’accordo o meno con gli affari portati a termine, poi, è tutt’altro discorso.

La Juve è stata incoronata regina di questi primi giorni di affari. Tanti colpi: l’interista Lucio, Isla, Asamoah, Leali, il dispendioso riscatto di Giovinco. All’appello manca ancora il mitico ‘top player', ovvero il l’attaccante di fama internazionale in grado di far fare il salto di qualità ai campioni d’Italia. Gli affondi di mercato dell’a.d. Beppe Marotta sono sostenuti dai ricavi che lo stadio di proprietà, unico nel nostro Paese, permette di realizzare. Eppure… Eppure l’Inter ha speso di più per adesso.

I nerazzurri hanno inaugurato un nuovo corso – scrive la ‘Gazzetta dello sport’ – tagliando il monte ingaggi e cercando di ripianare i debiti della società. Il piano di Moratti è chiaro: fuori i senatori e i loro ricchi compensi, dentro giovani e forze fresche di qualità. La prima mossa, separarsi da alcuni eroi dal magico Triplete è il ‘dolore’ messo in conto dal patron. Con i soldi risparmiati dai loro stipendi però l’Inter può cambiare pelle e svecchiarsi. Addio a Lucio appunto, ma presto anche a Maicon, Julio Cesar, Pazzini, Forlan, Ranocchia e compagnia.

Niente braccino corto. Sono circa 40 i milioni spesi sin qui: dentro Silvetre, Handanovic, Guarin, Palacio. E gli arrivi non sono finiti probabilmente. Lucas Moura e Mudingayi, ad esempio, potrebbero far lievitare ancora di più il conto. Soldi spesi bene? I giudizi cambiano a seconda dei gusti e c'è chi giura che i colpi della Juve siano migliori. Gli interisti, però, sono già rincuorati dal fatto che la loro società non abbia messo i lucchetti al portagoglio.

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