L'ex tecnico dell'Udinese tesse gli elogi dei due neo-juventini, che ha allenato in Friuli: "Mauricio gioca dappertutto, e che personalità il ghanese...".
Difficile che qualcuno possa spiegare meglio di lui ai tifosi della Juventus chi sono Mauricio Isla e Kwadwo Asamoah, nuovi acquisti di Madama per la prossima stagione. Pasquale Marino li ha allenati entrambi, all'Udinese, e ne conosce pregi e caratteristiche. Per questo 'Tuttosport' ha deciso di intervistare lui, per un'opinione sui due gioielli deputati a rafforzare il centrocampo bianconero.Che l'ex allenatore anche di Catania, Genoa e Parma sia un assoluto estimatore del cileno, è papale. Basta dare un'occhiata a certe affermazioni, che a prima vista possono apparire esagerate. "Mauricio è un Dani Alves più eclettico. Con me era sempre titolare perché può giocare dappertutto: in difesa, a centrocampo, e una volta l'ho schierato persino in attacco nel tridente con Di Natale e Quagliarella. Solo al centro della difesa non l'ho mai utilizzato, ma credo farebbe bene pure lì".
"Dunga ha detto che in caso di guerra calcistica si porterebbe Lucio? E io mi porterei proprio Isla -continua Marino- Per un allenatore è il massimo, risolve un sacco di problemi. Si allena con grande intensità e ti garantisce copertura in più ruoli. Anche se io lo vedo meglio in due posizioni, in particolare: mezzala destra in un 4-3-3 o esterno di centrocampo in un 3-5-2".
E Asamoah? "Di lui ho capito che potenzialità avesse in una partita contro la stessa Juventus: battagliava contro Sissoko con una personalità fuori dal normale, nonostante avesse 15 centimetri in meno. Soffiando lui e Isla a Manchester United e Barcellona, la Juve ha fatto un grande colpo.
E Pepe, che spero resti, li aiuterà nell'inserimento. Rinnovo i complimenti a Marotta e Paratici, sperando che uno di loro mi inviti allo Stadium, almeno finché non trovo una nuova panchina..."
