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Lo sceicco Al Qassimi vede bene un futuro arabo in Italia: "Sarebbe un onore per uno sceicco degli Emirati aiutare il calcio italiano, unirsi a qualcuna delle vostre squadre".

I petrodollari sono pronti a sbarcare anche in Italia. In Europa ci hanno già pensato Psg, Manchester City, Malaga, Getafe ed altre stanno per buttarsi nelle ricche braccia degli arabi. In Serie A si era parlato di Palermo e Milan, ma a svelarci l'interesse degli sceicchi verso il nostro campionato è stato Mohammed bin Saqr Al Qassimi, fratello di Sua Altezza l'emiro di Rak.

Ad intervistarlo è stato 'Tuttosport', a cui lo sceicco ha dichiarato senza mezzi termini di avere solo un quarto d'ora di tempo. Si parla subito di Milan, Fly Emirates e Ali Maktun, interessato a rilevare il 20-25 % delle quotazioni bancarie del club rossonero. "Io non ho mai udito nulla su questa possibilità - esordisce Al Qassimi - Ma che noi siamo molto interessati al vostro campionato... noi dei Paesi arabi, non solo gli Emirati... è una verità. E allora un giorno non sarebbe affatto strano se anche una vostra squadra fosse guidata da uno sceicco. Come già altrove in Europa".

Il campionato degli Emirati è in continua espansione. Molti grandi giocatori ci vanno a fine carriera aumentando il prestigio della lega. Del Piero e Gattuso sarebbero perfetti, ma Al Qassimi va oltre il materialismo: "Qualsiasi club arabo vorrebbe Gattuso e Del Piero. Ma a patto che non vengano soltanto per soldi. A me non piacciono quei giocatori che pensano solo ai soldi. A me interessano i giocatori che hanno tantissime ambizioni. Credo che quando un giocatore pensa solo a quanto può guadagnare nel nostro Paese non sia un vero sportivo. E non lascia una storia dietro di lui, quando terminerà la sua carriera".

L'argomento si sposta sul Torino. Il club granata è tornato in Serie A e sogna una leadership cittadina in stile Manchester City. Magari con Sua Altezza Al Qassimi. "Possono continuare a sperare. Come le ho detto prima, noi siamo molto interessati al calcio europeo in generale e al vostro campionato in particolare. Sarebbe un onore per uno sceicco degli Emirati aiutare il calcio italiano, unirsi a qualcuna delle vostre squadre".

Lo sceicco, però, puntualizza: nessuno viene in Italia per fare il padrone. "Io rifiuto del tutto l’idea che un emiro possa andare in Italia per comprare un club, un patrimonio della vostra nazione, per trasformarlo in qualcosa d’altro. Ragiono per esempi. Quando penso a una società di calcio devo chiedermi: cosa compro, il pubblico, i giocatori, uno stadio, la storia? Molto di più, in realtà. Una squadra di calcio non è un caffè, un bar. E’ vita. Se per esempio io comprassi il Torino, non vorrei certo trasformarlo in un centro commerciale, in un business e basta, solo perché sono diventato il padrone e sarei libero di farlo".

Al Qassimi apre ad una visione romantica del calcio...ma con i soldi. Anche le piccole possono diventare grandi. "Quello che hanno fatto le eccellenze arabe entrate nel calcio europeo - conlcude lo sceicco - E’ qualcosa di molto di più. E’ unire il mondo. E’ portare messaggi di pace e amicizia. I valori dello sport cui alludevo prima. Un patrimonio di tutti. Questa è la visione giusta che vi invito a promuovere".

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