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Il tecnico ha notato delle similitudini tra la Nazionale di Prandelli e il suo Napoli, sia a livello tattico che di atteggiamento. E Maggio, dice, "è il miglior esterno in giro".

Walter Mazzarri gongola. L'Italia che ha bloccato la Spagna all'esordio a Euro 2012 assomigliava un po' al suo Napoli, a livello di disposizione in campo. "Al di là del modulo, ho notato lo stesso piglio. Già, perché i tatticismi sono importanti, ma è l’atteggiamento che ti consente di adattare uomini e mezzi ad un’idea di gioco: la manovra sugli esterni, il pressing alto...".

Bravo Prandelli, quindi: "Cesare è un collega acuto, sa quel che fa - ha spiegato il tecnico toscano al Mattino - In Nazionale c’era già una ossatura base, un modello predisposto sul quale operare: Chiellini che gioca nella difesa a tre della Juve, Maggio, eccetera. Non è stata una scelta rischiosa, diciamo che Prandelli è stato bravo nello scegliere un rischio calcolato".

Grandi elogi vengono riservati al suo pupillo Maggio: "Quando l’ho avuto con me alla Samp e poi l’ho ritrovato nel Napoli era un calciatore ottimo ma in evoluzione, ancora alle prese con alti e bassi. L’ho curato tanto in campo e fuori, adesso è il miglior esterno in circolazione".

Quello tra Mazzarri e la difesa a tre è un amore di vecchia data: "È da sempre il mio piano tattico, dalle prime esperienze da allenatore alla Primavera del Bologna. Sono dodici anni che gioco così, dei quali ben otto con le squadre di club. Sono passato dal 3-4-3 al 3-4-1-2, al 3-5-1-1 fino al 3-5-2. Adesso questo modo di schierarsi in campo ha preso il sopravvento su tutti gli altri. È diffusissimo in Inghilterra e pure in Spagna molte squadre lo praticano. E pensare che quando iniziai, i colleghi più esperti mi dicevano: ma sei matto, che fai? Invece, da ostinato quale sono, non sono arretrato di un centimetro. Anche la Juve di Conte s'è ispirata al nostro modulo...".

Il discorso si sposta poi sul Napoli del futuro: "Per il Napoli c’è ancora tempo, adesso è presto per parlarne. Ci sarà modo, a mercato concluso e prima del ritiro, per affrontare l’argomento, soffermarsi sull’annata che ci aspetta e soprattutto per elaborare un giudizio sulle potenziali operazioni di rafforzamento in atto".

Le Nazionali sono piene di azzurri, un motivo di vanto per lui: "Se volessi essere egoista, direi che è fastidioso disputare una stagione di 51 partite avendo i calciatori che saltano gli allenamenti per impegni delle loro rappresentative. Invece non è così: sono fiero e felice che tanti miei ragazzi fanno parte delle loro nazionali".

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